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Cronaca, Primo Piano

Statale 36 interrotta per settimane: “viaggi della speranza” verso la Valtellina

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BELLANO, Lecco – Dall’altezza di Varenna a Dervio in 4 ore. Questo il tempo che sabato scorso hanno impiegato moltissimi turisti che si sono mossi da Milano e Lecco e hanno raggiunto la Valtellina, senza peraltro essere tra i più sfortunati visto che molti sono alla fine tornati indietro senza potersi risparmiare la coda. E’ incubo SS36 dallo scorso weekend in Lombardia: venerdì sera infatti, a causa di alcune lesioni nel rivestimento alla galleria Monte Piazzo in direzione nord, è stata chiusa totalmente la superstrada nel tratto compreso tra Bellano e Colico, dirottando il traffico sulla provinciale 72 che attraversa i centri abitati. Al di là dei disagi passati, è il futuro delle prossime settimane a preoccupare cittadini, commercianti, operatori turistici e Amministrazioni: il ripristino della normalità infatti, non dovrebbe avvenire prima di un mese e mezzo, con pesanti ripercussioni sulle attività della montagna.

Motore spento e code infinte per percorrere una dozzina di chilometri. E’ stata una giornata infernale quella di sabato per i tanti automobilisti che si sono ritrovati bloccati sulla Strada Statale 36 che collega Milano, Monza, Lecco all’Alto Lario e alla Valtellina. In base ai rilievi effettuati venerdì, sono risultate anomalie alla canna nord nel tratto compreso tra Bellano e Colico: cedimenti, lesioni nel rivestimento della galleria del Monte Piazzo, e così Anas e autorità hanno deciso di vietare la circolazione per effettuare i lavori di messa in sicurezza. Se non che anche la canna sud è chiusa da settimane per i lavori: pertanto ora è l’intera superstrada ad essere bloccata.

I veicoli diritti a nord sabato scorso sono stati fatti uscire ad Abbadia, Bellano e per un certo periodo di tempo anche a Dervio, dove si è creata forse la situazione peggiore. Macchine e camion si sono riversati sulle strette strade tortuose che dalla Statale 36 scendono in pieno centro dei paesi, incolonnandosi in ingorghi senza possibilità di uscita.

Al momento, per quanto riguarda la circolazione verso Sondrio, i mezzi pesanti hanno l’obbligo di uscita ad Abbadia, mentre le macchine possono raggiungere Bellano. Poi tutti procedono sulla provinciale 72, il lungolago, fino a Piona di Colico, vale a dire praticamente alla diramazione tra la Valchiavenna e la Valtellina. Per chi viaggia invece in senso opposto, la circolazione è deviata all’altezza dello svincolo del Trivio Fuentes, e dirottata anche in questo caso sulla SP 72 fino a Bellano.

Queste almeno le misure attuali, ma sono previsti per oggi nuovi incontri tra le Amministrazioni interessate, Anas e Regione Lombardia, perché la situazione è e rimarrà critica per settimane: forse un mese e mezzo, forse due, in base alle prime stime.

Secondo La Provincia di Sondrio già nel vertice convocato d’urgenza sabato 11 maggio, si sarebbe molto discusso sul limite di percorrenza della Statale 36 in direzione nord per i mezzi pesanti, ovvero i trasporti commerciali. Da un lato infatti, l’ideale sarebbe stato farli arrivare il più in là possibile, per velocizzare le corse e non pesare troppo sul traffico dei paesi di lungolago, ma dall’altro camion e tir sui tornanti all’uscita di Bellano (l’ultima) potrebbero incastrarsi e quindi aggiungere disagi ai disagi.

“Monitoreremo la situazione e mercoledì faremo un primo punto – avrebbe affermato la prefettura in base a quanto riportato dal giornale locale -. La speranza è che a fine giugno si possa aprire la canna sud. Anas, che sta impiegando una squadra sua per far fronte a questa emergenza che si affianca alle altre forze in campo, ha garantito che questo inconveniente non allungherà i tempi dei lavori alla galleria”.

A Sondrio si parla già di situazione al limite per l’economia e il turismo della Valtellina e della Valchiavenna, che saranno fortemente danneggiate viste le difficoltà nei collegamenti da e per Lecco.  Secondo quanto riferisce il quotidiano Il Giorno, oggi in Prefettura gli imprenditori chiederanno di accelerare la riapertura del tratto stradale interrotto chiedendo che i lavori proseguano giorno e notte.

“La situazione è intollerabile – avrebbe dichiarato Paolo Mainetti, presidente di Confindustria Sondrio, al quotidiano –.  Le imprese valtellinesi hanno normalmente problemi di maggiori costi a causa della pessima viabilità locale sulla statale 38; questa chiusura a tempo indeterminato della 36 sta mettendo in ginocchio il nostro mercato che si basa sull’export verso il resto d’Italia e l’Europa, ma dipende anche dall’importazione delle materie prime”.

Tentativo che verrà forse appoggiato dal Pirellone in base a quanto dichiarato dall’assessore alla Mobilità Maurizio Del Tenno a La Provincia di Sondrio. “Ho chiesto di accelerare il più possibile gli interventi della galleria sud – avrebbe infatti detto l’assessore – che, quando riaprirà, potrà assorbire il traffico della galleria nord”.

 

 

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1 Comment

  1. osa si ottiene “non tollerando”/ forse il miracolo di far rientrare la situazione senza compiere i lavori necessari. Esiste pure una ferrovia, scalcinata si’ ma anche poco usata, almeno per le merci. Non si puo’ almeno usarla in certe situazioni un po’ meglio? AT

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