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Cronaca, Primo Piano

Caprioli "invadono" le città: salvati quattro esemplari dall'inizio della settimana

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BERGAMO — Una vera e propria invasione di caprioli nelle città e nei paesi. Dall’inizio della settimana sono già stati recuperati e liberati esemplari a La Spezia, Sassuolo, Abbiategrasso e Cesena, ma molti altri interventi si sono svolti nei giorni precedenti dall’Emilia Romagna al Piemonte.

Il primo intervento si è svolto lunedì a La Spezia ad opera del Corpo Forestale dello Stato. Il personale del Comando Provinciale è stato allertato da una signora che aveva visto un capriolo intrappolato in un giardino di una casa disabitata. L’animale, un giovane maschio, è stato catturato con qualche difficoltà, bendato e poi liberato nei pressi del monte Parodi. Sempre lunedì a Sassuolo, in provincia di Modena, un giovane capriolo è stato avvistato nella Peschiera del Palazzo Ducale, uno dei monumenti storici della città. I volontari del Centro fauna selvatica Il Pettirosso di Modena con l’aiuto dei vigili urbani di Sassuolo hanno provveduto alla cattura dell’animale e al suo trasporto presso la struttura.

Martedì invece Vigili del fuoco e Polizia Provinciale di Milano sono intervenuti nel comune di Abbiategrasso poichè il guardiano idraulico del Canale Scolamatore aveva visto un capriolo nell’acqua che non riusciva ad uscire. Dopo il recupero è stato visitato da un veterinario e, una volta accertate le buone condizioni di salute, l’animale è stato liberato nel parco Ticino. Mercoledì invece l’ultimo intervento di recupero in ordine di tempo. Un capriolo è stato avvistato nel canale del bacino artificiale della centrale idroelettrica di Roversano, frazione di Cesena. I vigili del fuoco e i volontari Radiomobile Valle Rubicone sono riusciti a trarre in salvo l’animale con l’aiuto di alcune funi.

Questi sono solo gli ultimi quattro interventi di recupero per aiutare caprioli in difficoltà. Altri esemplari si sono infatti avventurati la scorsa settimana tra le vie di Cremona, in un lago artificale nei pressi di Rovereto e addirittura in uno stabilimento di Torino. Si tratta per lo più di animali di giovane età che spesso, esplorando il territorio, si avventurano in luoghi da cui non riescono a liberarsi o si avvicinano incuriositi alle città e ai centri abitati senza riuscire a ritrovare la strada di casa.

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