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L'urlo degli alberi assetati: ascoltato per la prima volta a Grenoble

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GRENOBLE, Francia — E’ stato ascoltato in un tronco di pino ed è una specie di scooppiettìo prodotto da bolle d’aria “inghiottite” dall’albero nel tentativo disperato di trovare un po’ di umidità. Ecco cos’è l’ “urlo dell’albero assetato” che in queste ore sta facendo il giro del mondo sulle pagine delle riviste scientifiche: lo ha scoperto un gruppo di ricercatori dell’Università di Grenoble, sulle Alpi Francesi, guidati da Philippe Marmottant.

I ricercatori sono riusciti a registrare il rumore prodotto dalle bolle d’aria che si formano nei tronchi durante i periodi di siccità, e a comprendere che a produrle è lo sforzo messo in atto dalla pianta per cercare di assorbire un po’ di acqua dalle radici quando il terreno è secco.

Il suono è troppo veloce per essere uditi dall’orecchio umano, ma i ricercatori francesi sono riusciti a riprodurre il processo in laboratorio e a rallentarlo per riuscire a sentirlo. Hanno immerso del legno di pino in un idrogel, aspirando poi l’acqua e simulando quindi le condizioni di un terreno siccitoso.

Poco dopo le bolle d’aria hanno iniziato a formarsi e a salire superficie attraverso l’apparato radicale, seguendo il processo chiamato “cavitazione”. Le hanno filmate e registrate, dando quindi prova certa di un processo che molti scienziati avevano ipotizzato da anni.

Il prossimo passo sarà quello di ascoltare il “rumore della sete” negli alberi in ambiente. Marmottant ha dichiarato alla stampa che è già in corso una serie di colloqui con dei biologi per produrre un sensore adatto a questo scopo.

La ricerca potrebbe produrre risultati importanti anche per comprendere il processo che porta alla morte degli alberi: potrebbe anche essere prodotto proprio dalle bolle, che come un embolo potrebbero bloccare la distribuzione di acqua all’interno della pianta.

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