• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Primo Piano, Sci alpinismo

Trofeo Mezzalama, l'Esercito vince a sorpresa. Besseghini, Nicolini, Rossi prime donne

Mezzalama-Photo-courtesy-Riccardo-Selvatico-300x199.jpg

GRESSONEY, Aosta — La scelta della Fondazione Trofeo Mezzalama di spostare la data di partenza della diciannovesima edizione si è dimostrata azzeccata. Questa mattina infatti le trecento cordate hanno gareggiato in quella che si potrebbe definire la giornata perfetta correndo un’edizione indimenticabile.

La partenza, anticipata di trenta minuti per avvantaggiarsi sulla meteo, è stata data da Breuil-Cervinia (2050 m.) alle ore 5. Con le prime luci dell’alba le stelle hanno lasciato la scena alla sagoma del Cervino colorata di rosso che annunciava una splendida giornata.
La squadra di Manfred Reichegger, Matteo Eydallin, e Damiano Lenzi del Centro Sportivo Esercito di Courmayeur ha preso subito il comando della gara inseguito dal team di Michele Boscacci, Pietro Lanfranchi, e Lorenzo Holzknecht. Alle loro spalle inseguivano la cordata franco-spagnola dei favoriti Kilian Jornet Burgada, William Bon Mardion e Matheo Jacquemoud. Ma il campione spagnolo non era nella forma consueta .

La situazione delle squadre di testa è rimasta invariata fino alla vetta del Castore (4226 m.) raggiunta nel tempo record di 2:30’30”, ben quattro minuti in meno del record stabilito del 2009.

Nella risalita verso il Naso dei Lyskamm (4100 m.) il team franco-spagnolo, trascinato dal giovanissimo Jacquemoud, ha superato la squadra di Boscacci, Lanfranchi, e Holzknecht. Nella lunga discesa verso Gressoney, sono riusciti anche a insidiare i battistrada Reichegger, Eydallin, e Lenzi. Ma questi ultimi, dopo il passaggio tecnico del Canalino dell’Aquila, hanno aumentato il distacco sino a tagliare il traguardo di Gressoney-La-Trinité (1650 m.) con un minuto di vantaggio nello straordinario tempo di 4:16’37”. Non lo si può paragonare al tempo record del 2009 – 4:0’22’ – perchè questa volta la seconda parte del percorso è stata sensibilmente allungata dal controllo al Rifugio Sella e dalla variante sul Naso. Completano il podio con 12 minuti di distacco il team Boscacci, Lanfranchi, Holzknecht.

Tra le ragazze le favorite, Gloriana Pellissier, Mireia Mirò e Laetitia Roux sono state messe fuori gioco già nella salita a Plateau Rosa da una crisi della caposquadra Pellissier pluricampionessa al Mezzalama. Se ne sono avvantaggiate le valtellinesi Laura Besseghini, Raffaella Rossi con la giovane trentina Elena Nicolini che hanno preso il comando della gara, mantenendolo fino al traguardo.

Questa diciannovesima edizione rinviata di una settimana per il maltempo ha azzeccato una giornata di sole davvero inaspettata. Anche le condizioni del percorso sono state favorite dalle recenti nevicate che hanno coperto i crepacci e il ghiaccio affiorante, ma hanno anche messo a dura prova lo staff di guide alpine di Adriano Favre. Rispetto al passato il direttore tecnico del Mezzalama ha migliorato la fluidità di svolgimento sdoppiando le tracce sotto la vetta del Castore e adottando una variante diretta sul Naso dei Lysakmm.

Tutti i concorrenti, un terzo le cordate straniere, hanno ammirato l’eccellente lavoro degli organizzatori confermando che la “maratona dei ghiacciai” del Monte Rosa è la miglior vetrina delle montagne della Valle d’Aosta.

 

Classifica maschile
1. Centro Sportivo Esercito – Manfred Reichegger (IT) – Damiano Lenzi (IT) – Matteo Eydallin (IT): 04:16:37;
2. La Sportiva – Crazy Idea – William Bon Mardion (FR) – Mathèo Jacquemoud (FR) – Kilian Jornet Burgada (ES): 04:17:37;
3. Team CAMP/SKI TRAB – Michele Boscacci (IT) – Pietro Lanfranchi (IT) – Lorenzo Holzknecht (IT): 04:28:27.
Classifica femminile
1. Team La Sportiva Women – Laura Besseghini (IT) – Raffaella Rossi (IT) – Elena Nicolini (IT): 06:04:14;
2. Locatelli/Richard/Cazzanelli – Tatiana Locatelli (IT) – Mireille Richard (CH) – Alessandra Cazzanelli (IT): 07:27:25;
3. Team Bandavej KRATOS – Claudia Comello (IT) – Sonia Balbis (IT) – Claudia Stettler (CH): 07:44:04.

Articolo precedenteArticolo successivo

1 Comment

  1. Naturalmente al di fuori dei media specializzati (complimenti a Montagna.tv!) si è parlato solo dello scudetto della Juve, di viziati e strapagati calciatori che non sanno nemmeno cosa voglia dire la parola sacrificio.
    Onore a tutti i partecipanti di questa corsa da eroi. A loro non servono grandi feste, a loro basta la bellezza della montagna.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *