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Valsassina: un orso bruno si aggira fra Margno e Premana

Orso bruno (photo Tam Tam 2009 courtesy (www.lindipendenza.com)
Orso bruno (photo Tam Tam 2009 courtesy (www.lindipendenza.com)

PREMANA, Lecco — Orme fresche di un orso bruno sono state trovate ieri mattina vicino all’alpeggio di Premaniga, sui monti di Premana. E alcune segnalazioni su altre tracce di orso nella zona di Mosnico e Luera sono giunte anche alla Guardia Forestale di Margno. Il sospetto c’era, ma oggi è arrivata la conferma dagli uffici della Provincia di Lecco: un orso sta girando sui monti lecchesi. Secondo gli esperti, l’esemplare si è svegliato dal letargo in Valtellina e, cercando cibo, ha cominciato a vagare in Alta Valsassina.

“Inequivocabili”. E’ con questa parola che la Provincia di Lecco ha definito le orme trovate nella zona di Premana. Alcuni campioni di pelo sono stati raccolti dagli agenti della polizia provinciale e verranno analizzati nei laboratori dell’Ispra per le prescritte analisi genetiche, ma la notizia sembra ormai certa.

Secondo quanto riferito dalla Provincia, “l’esemplare ha probabilmente trascorso il letargo in Val Gerola: tracce di orso sono state infatti rinvenute nelle ultime settimane a sud della Valtellina (Fenile), ma l’animale non è mai stato avvistato”.

“Si può dedurre – afferma l’Assessore all’Ambiente Carlo Signorelli, responsabile del progetto per la Provincia di Lecco – che si tratti di un maschio schivo e timoroso; le regole di prudenza sono comunque auspicabili da parte di chi lo dovesse incontrare”.

La Provincia di Lecco ha comunicato poi i dati alla Regione Lombardia con cui è attiva una convenzione nell’ambito del progetto Life ARCTOS. L’Orso bruno è infatti una specie di interesse comunitario inserita nella Convenzione di Berna, ratificata dall’Italia con la Legge 503/81, quale specie di fauna rigorosamente protetta:  la Provincia di Lecco partecipa al progetto Life ARCTOS promosso dalla Regione Lombardia e finanziato dalla Unione Europea.

“In Italia negli ultimi 150 anni non sono state documentate aggressioni dell’orso bruno nei confronti dell’uomo – si legge nell’approfondimento sul sito della Provincia di lecco -. Quando l’orso incontra l’uomo si comporta in modo schivo e timoroso. Quindi se si avvista un orso si può godere tranquillamente di questa rara opportunità senza pericoli, anche se è opportuno non avvicinarsi. Nelle Alpi orientali, dove l’orso è più comune (se ne stimano 35/40 capi) sono state segnalate alcune aggressioni ad animali quali capre, pecore, asini, maiali, bovini e galline, ma mai all’uomo. In Italia l’orso bruno, che ha una vita media di 20 anni, frequenta fasce altimetriche comprese tra i 300 e i 1500 metri di quota e, a causa del territorio molto antropizzato, preferisce i boschi fitti uscendo raramente allo scoperto”.

“Benché la specie non sia pericolosa per l’uomo – si dice ancora -, se ci si dovesse trovare a pochi metri di distanza da un orso, è importante mantenere la calma e far notare la propria presenza parlando a voce alta; così l’orso si allontanerà. Se si dovesse alzare in piedi, ciò non significa che stia per attaccare, ma, come altri animali selvatici (lepre, marmotta), anche l’orso assume questa posizione solo per meglio osservare il territorio e identificare “l’intruso”. È comunque opportuno allontanarsi lentamente, senza correre, lasciando sempre una via di fuga all’orso. Maggiore cautela nel caso ci si imbatta in un piccolo di orso in quanto quasi sempre c’è la madre nelle vicinanze, mentre è assolutamente da evitare l’interposizione tra l’orso affamato e la sua preda”.

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