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Vajont, una nuova via ferrata costruita sulla diga e i luoghi della tragedia

La diga del Vajont vista da Longarone (Photo courtesy of orizzontisfocati.blogspot.it)
La diga del Vajont vista da Longarone (Photo courtesy of orizzontisfocati.blogspot.it)

LONGARONE, Belluno — Una nuova via ferrata sarà costruita in memoria del disastro del Vajont e il percorso toccherà i luoghi della tragedia, compresa la nota diga. La realizzazione sarà l’atto conclusivo del progetto transfrontaliero “Saferalp” che si occuperà dello studio per la messa in sicurezza delle vie ferrate nella provincia di Belluno e nel resto dell’Arco alpino.

Il proposito di costruire una via ferrata in memoria del disastro che colpì il 9 ottobre 1963 la valle del fiume Vajont, al confine tra il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, è nato molti anni fa, ma solo ora ha visto possibilità di realizzazione. “É una mia idea risalente al 2005 – ci spiega Fabio Bristot delegato del Soccorso alpino delle Dolomiti Bellunesi – e si lega inevitabilmente ai fatti accaduti quasi 50 anni fa in cui anche mio zio perse la vita e il suo corpo non fu mai più ritrovato”

Non è ancora possibile determinare quando inizieranno i lavori. “Siamo ancora alla fase embrionale – spiega il sindaco di Longarone, Roberto Padrin -. Abbiamo fatto dei sopralluoghi per capire la fattibilità della cosa e adesso avremo tempo fino al termine del progetto, nel 2015, per fare tutte le verifiche del caso.” Il percorso però, in linea di massima è stato già visualizzato e porterebbe da Dogna, frazione di Longarone, alla nota diga.

“Sicuramente ci sarà la sistemazione dell’ex-statale che dalla frazione di Dogna porta alla diga – afferma infatti il primo cittadino -. Il sogno è quello di realizzare poi una passerella di collegamento della valle, in modo da spostarsi sull’altro versante, e un altro tratto di percorso che dalla parete rocciosa giunga fino alla gola del Vajont. Nell’ambito del 50esimo anniversario questa via ferrata potrebbe essere un qualcosa che resti per sempre sul territorio. E quel luogo che ha provocato morte e sofferenza potrebbe diventare un luogo di studio e un modo di far conoscere da vicino quello che è accaduto attraverso un aspetto diverso da quello storico”.

Cosa ha a che fare la via ferrata in memoria del disastro del Vajont con il progetto SaferAlp? “Sarà l’esito dello studio” – spiega Fabio Bristot. Il progetto italo-austriaco consiste infatti, nello studio delle vie ferrate e dei sentieri attrezzati della provincia di Belluno al fine di creare una linea guida per la messa in sicurezza di tutti i percorsi presenti nell’Arco alpino. La ferrata del Vajont sarà creata seguendo questa linea guida e fungerà da modello per tutte le altre.

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3 Comments

  1. Bello. Spero avranno lo stesso impegno nella sistemazione di molti sentieri che non sempre si trovano in condizioni di sicurezza.

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