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Politica

Consultazioni per il governo: Bersani incontra Cai e ambientalisti

I portavoce delle Associazioni all'incontro con Bersani (Photo www.loscarpone.cai.it)I portavoce delle Associazioni all'incontro con Bersani (Photo www.loscarpone.cai.it)
I portavoce delle Associazioni all’incontro con Bersani (Photo www.loscarpone.cai.it)

ROMA — Nell’ambito delle consultazioni per il nuovo governo che tra non molto Pier Luigi Bersani andrà a sottoporre al Colle, si sono tenuti nei giorni scorsi gli incontri tra il Premier Designato, le parti sociali e diverse associazioni. Tra queste c’erano anche Cai, Fai – Fondo Ambiente Italiano, Federazione Pro Natura, Greenpeace Italia, Legambiente, Touring Club Italiano e Wwf, vale a dire lo “schieramento” che in campagna elettorale, a una sola voce, aveva chiesto ai politici una vera e propria svolta green, per l’ambiente e le biodiversità. Amareggiati, però, i soci di Mountain Wilderness Italia, Lipu e altre associazioni che non sono state coinvolte nell’incontro.

E’ proprio della svolta green che si è parlato con il leader del Partito Democratico, secondo quanto si legge sulla pagina dello Scarpone, il notiziario del Club Alpino Italiano.Il designato premier ha allargato il giro di consultazioni politiche a diverse parti sociali, incontrando nei giorni scorsi i rappresentanti dei Comuni italiani, dei sindacati, delle industrie, di commercianti e artigiani, dei liberi professionisti, di banche e assicurazioni, e molti altri ancora. Tra questi ci sono stati anche i delegati di Cai, FAI, Federazione Pro Natura, Greenpeace Italia, Legambiente, Touring Club Italiano e Wwf, con i quali Bersani ha discusso della necessità di una svolta nella direzione del bene dell’ambiente rispetto alle politiche future.

“E’ stato il seguito dell’azione intrapresa prima delle elezioni per una riconversione ecologica del nostro Paese – ha commentato il Presidente del Cai Umberto Martini, facendo riferimento a quella lettera-manifesto presentata dallo schieramento a tutte le forze politiche in campagna elettorale, nella quale le associazioni focalizzavano l’attenzione su questioni a loro avviso prioritarie e chiedevano risposte sulle volontà dei partiti riguardo agli stessi temi.

“Se – hanno commentato le associazioni secondo quanto si legge sulla pagina dello Scarpone -, come detto dall’onorevole Bersani, il nuovo Governo deve definire un ‘Programma d’attacco’, per rilanciare il Paese si deve puntare decisamente sul Green Deal, su una ‘svolta’ per un’economia verde e rigenerativa che deve costituire il fulcro dell’agenda del futuro Governo, valorizzando gli elementi di forza (parchi, biodiversità, patrimonio culturale, produzioni di qualità), garantendo una roadmap verso il 100% di energie rinnovabili, un programma di piccole e medie opere immediatamente cantierabili per il risanamento e la manutenzione del territorio e una ri-conversione ecologica  del nostro apparato produttivo che ricomprenda i costi ambientali per evitare che le minacce e i danni ambientali provocati dalle produzioni inquinanti ricadono sui cittadini e mettano a rischio anche gli asseti di forza del Paese”.

Le associazioni hanno chiesto anche “di dare piena attuazione alla Strategia Nazionale della Biodiversità, approvata nell’ottobre 2010, che stenta a decollare e di fissare un termine entro il quale approvare la nuova generazione dei Piani paesaggistici, che attendiamo dal gennaio 2010”. E hanno concluso che “occorre che il Governo si occupi organicamente di Patrimonio culturale, della sua conservazione (tutela e cura), fruizione (turismo culturale) e ri-produzione di cultura”.

A seguito di questi incontri, che hanno escluso alcune importanti associazioni ambientaliste italiane, Carlo Alberto Pinelli, presidente di Mountain Wilderness, ha inviato una lettera alla responsabile delle politiche ambientali del PD.

“Ha fatto bene Bersani (di cui sono fedele ma perplesso elettore) a convocare il cartello delle associazioni che si riconoscono nel documento Green Deal – scrive Pinelli -. Ma avrebbe fatto meglio ad ascoltare anche le ragioni delle numerose e altrettanto significative associazioni ambientaliste che invece quel documento non hanno voluto sottoscriverlo. Escludere Italia Nostra, Gli amici della Terra, Mountain Wilderness, Movimento Azzurro, la LIPU, ecc. non credo sia stata una decisione lungimirante. A meno che il PD non abbia già fatto proprie, a priori, le tesi sulle energie rinnovabili sostenute da Legambiente e accettate più o meno consapevolmente ( e con vaghi distinguo) da quel cartello di associazioni. Se così fosse, che bisogno c’era di perdere tempo a convocarle? Carlo Alberto Pinelli, portavoce di “Via dal Vento” e presidente di Mountain Wilderness Italia”.

 

Foto e info www.loscarpone.cai.it

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