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Una "copia" del bivacco Gervasutti al campo base dell'Elbrus

Bivacco Gervasutti (2)_ph. Luca Gentilcore_Leapfactory
Bivacco Gervasutti (Photo Luca Gentilcore_Leapfactory)

COURMAYEUR, Aosta — Innovazione e tecnologia italiana sono un modello anche nel mondo della montagna. Un team di architetti e ingegneri russi ha visitato nei giorni scorsi il bivacco Gervasutti, installato nel 2011 sul ghiacciaio del Fréboudze, proprio di fronte alla parete Est delle Grandes Jorasses per costruirne uno del tutto simile sul Monte Elbrus, la montagna più alta d’Europa con i suoi 5.642 metri.

I tecnici russi sono arrivati in elicottero fino al ghiacciaio Fréboudze per ammirarne la architettura all’avanguardia e per carpire i segreti del suo cuore ecosostenibile.

Il Gervasutti, voluto dal CAI Torino, dalla Scuola e dalla Sottosezione SUCAI, sarà il modello pilota per il rifugio che sarà costruito al campo base dell’Elbrus dall’azienda italiana Leapfactory, la stessa che ha costruito il bivacco del Monte Bianco.

L’operazione porterà in Russia una struttura a impatto ambientale zero e ad alto tasso di innovazione, vero testimonial del futuro dell’architettura di montagna.

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