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Pericolo valanghe, grado forte su tutto l'Arco Alpino

Valanga (Photo www.skiforum.it)
Valanga (Photo www.skiforum.it)

BERGAMO — Dopo le abbondanti nevicate delle scorse ore, come era immaginabile, è salito al grado 4 forte il pericolo valanghe su gran parte dell’Arco Alpino. Dalla Alpi Occidentali a quelle Orientali i distacchi spontanei si sono già verificati ieri e ancora per la giornata odierna la neve fresca al suolo sarà particolarmente instabile. Da domani però il rischio andrà gradualmente calando, scendendo in molte zone al grado marcato 3.

Massima attenzione e massima cautela. Posto che, come spesso raccomandato dagli esperti, i bollettini parlano in via generale di macro aree e che quindi ogni montagna, ogni versante è diverso dall’altro, si raccomanda oggi agli alpinisti e agli escursionisti prudenza nel muoversi sulla neve fresca. La mappa Aineva del pericolo valanghe per la giornata odierna è quasi interamente rossa (pericolo 4) sulle Alpi, con qualche zona di arancio (vale a dire pericolo 3) in alcuni settori, per lo più piemontesi.

Cominciamo dall’Ovest. In Valle d’Aosta le nevicate hanno interessato maggiormente la Valdigne e la Thuile, con punte massime misurate di 80 centimetri di neve fresca a 2000 metri che al di sopra dei 1800 metri risulta fredda e leggera. Secondo il bollettino regionale, in alta quota la neve è stata accompagnata da venti moderati provenienti dai quadranti meridionali che hanno formato nuovi accumuli (fino a 100 centimetri). Il legame tra la neve recente e gli strati sottostanti risulta debole, per questo valanghe e distacchi di lastroni soffici superficiali sono probabili anche con debole sovraccarico alle diverse esposizioni sui pendii ripidi. “Con l’intensificazione dei venti (foehn) anche nei bassi strati – si legge -, saranno possibili distacchi spontanei di valanghe sia a debole coesione che a lastroni superficiali di medie dimensioni e in alcuni casi di grandi dimensioni su molti pendii ripidi, in particolare settentrionali/meridionali, che vista la tipologia di neve (leggera e fredda in quota) potrebbero in alcuni casi raggiungere il fondovalle in particolare con la componente polverosa. Il naturale scaricamento dei versanti dai canaloni e dai pendii molto ripidi è già in atto,anche con valanghe a lastroni superficiali teneri di piccole/medie dimensioni a tutte le esposizioni”.

In Piemonte l’Arpa regionale segnala 50-70 centimetri di neve fresca sulle zone di confine delle Alpi Pennine e delle Alpi Cozie, 30-50 centimetri sui settori prealpini degli stessi settori e sulle Alpi Marittime e Liguri. Sulle Alpi Lepontine e Graie si parla invece di 20-30 centimetri di neve, ad eccezione dell’Alta valle Orco dove sono caduti fino a 50-60 centimetri oltre i 2000 metri. Come in Valle d’Aosta nelle zone maggiormente colpite dalle precipitazioni sono state segnalate già ieri valanghe spontanee di neve a debole coesione e a lastroni di medie dimensioni. Nuovi accumuli si sono verificati in quota per i forti venti mantenendo un grado di pericolo valanghe 4 forte sulle zone di confine delle Alpi Lepontine, Cozie e Marittime. Sulle restanti zone si segnala invece un rischio valanghe di grado 3 marcato.

Sulle Alpi Centrali Lombarde il pericolo valanghe per la giornata di oggi è di grado 4, forte: dalle Orobie alle montagne comasche, dalla Valchiavenna all’Alta Valtellina. La perturbazione ha determinato apporti nevosi che intorno a 2000 metri hanno raggiunto i 40, 60 centimetri. “La nuova neve – si legge nel bollettino -, accompagnata da vento in quota, tende a depositarsi in modo irregolare favorendo la formazione di significativi lastroni, poggianti sulla prima neve soffice precipitata, in particolare al di sotto delle creste, in canali ed avvallamenti. Sono probabili distacchi di molte valanghe di medie dimensioni e in diversi casi anche di grandi. Il distacco di nuovi lastroni è probabile con debole sovraccarico su molti pendii ripidi”. Per domani il rischio distacchi dovrebbe diminuire, scendendo tendenzialmente al grado 3.

Scenari simili quelli delle montagne del Trentino e dell’Alto Adige, dove su gran parte del territorio regionale il rischio valanghe è di grado 4. In particolare i settori di maggior rischio sono quelli intorno a Vipiteno, Merano, Bressanone e sotto Bolzano. Massima prudenza nella zona delle Dolomiti e delle Prealpi venete: secondo il bollettino Arpav per lo più ovunque il pericolo valanghe è forte. Da domani fino al 22 marzo è previsto in diminuzione al grado marcato 3.

Situazione analoga infine quelle che si presenta oggi e domani sulle restanti Alpi Orientali. Secondo il bollettino friulano “fino a martedì il pericolo resterà forte con probabili valanghe spontanee di medie dimensioni, sia a lastroni che a debole coesione, in tutte le esposizioni”. Sono previste infatti, anche grandi valanga che potrebbero interessare le vie di comunicazione, sopra i 1000 metri, abitualmente esposte. “Per mercoledì sono previste nuove precipitazioni moderate (10-20 centimetri)  – si legge nel bollettino – ma l’intensa attività valanghiva spontanea dei giorni precedenti determinerà una riduzione del pericolo. Saranno ancora possibili residuali distacchi spontanei legati sia alle nuove precipitazioni che ai pendii non ancora scaricati. Da giovedì forti venti settentrionali rimaneggeranno il manto nevoso con la formazione di nuovi depositi anche di notevoli dimensioni. Durante tutto il periodo e nelle zone non ancora scaricate, il distacco provocato di lastroni soffici resterà probabile già con debole sovraccarico. Grado di pericolo previsto: martedì 4 (forte), da mercoledì 3 (marcato)”.

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