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Evk2Cnr, il Parco del K2 diventa una realtà

K2 Parco (Photo courtesy mikemellinger flickriver.com)
K2 Parco (Photo courtesy mikemellinger flickriver.com)

GILGIT, Pakistan — Esteso, selvaggio, per certi versi inesplorato, sono queste le caratteristiche del Parco che comprende alcune delle montagne più alte della terra: il Central Karakorum National Park, il Parco del K2. E se il K2 è detta “la montagna degli italiani” del Parco si può almeno dire che un contributo molto forte per la sua realizzazione è arrivato dell’Italia. Non di alpinisti si parla in questo caso ma di scienziati, tecnici, ricercatori, al massimo di ricercatori alpinisti.

Realizzare un Parco non è come dirlo. Questo 12 marzo però è stato fatto un passo di enorme rilevanza: è stato presentato ¬e per la prima volta formalmente approvato dal Governo del Gilgit Baltistan l’Integrated Park Management Plan for Central Karakorum National Park, il piano di gestione del Parco. Agostino Da Polenza presidente del Comitato EvK2Cnr ha ufficialmente consegnato nelle mani di Wasin Bieg, speaker dell’assemblea governativa del Gilgit-Baltistan, un corposo documento di più di 350 pagine ricco di cartine e informazioni preziose. All’incontro presenti Franco Mari, consulente scientifico di EvK2 per il progetto Seed, e Khadim Hussein, segreterio delle foreste della regione del Gilgit Baltistan, che hanno illustrato a ricercatori e alle autorità locali il piano nei dettagli.

Sono stati giorni di intensi incontri. Lunedì sono stati inaugurati l’impianto fotovoltaico che alimenterà il sistema informatico della Karakorum International University e una mostra fotografica dedicata al Duca degli Abruzzi dove è intervenuta Sabia Danish ministro per le pari opportunità, la gioventù, lo sport e il turismo. A Islamabad vi è stata anche l’occasione di incontrare Seyed Mehdi Shah il primo ministro del Gilgit-Baltistan che ha espresso grandi apprezzamenti per il ruolo che Evk2 ha avuto in oltre vent’anni.

Taglio del Nastro
Taglio del Nastro

“Sono stati giorni molto positivi – dichiara Agostino da Polenza con il sorriso sulle labbra – si è trattato di un momento importante. Il piano di gestione approvato, va considerato un work in progress. Vedrà nuovi sviluppi in autunno, va infatti discusso e arricchito con l’ulteriore contributo tutti i soggetti coinvolti. Si arriverà una versione definitiva solo il prossimo anno”.

Il management plan è frutto di un lavoro di anni realizzato insieme alla Karakorum International University e alle istituzioni locali e in particolare di due importanti progetti che hanno visto coinvolto il comitato EvK2Cnr a partire dal 2009. Nell’ambito del progetto Karakorum trust 2 in collaborazione con Unep è stata realizzata una prima versione del piano; con i contributi del progetto Seed – che vede collaborare Evk2Cnr e KIU – il piano è stato implementato fino all’attuale versione, ora ufficialmente adottata dal Pakistan.

Il contributo principale di EvK2Cnr in questi anni è stato di realizzare progetti di ricerca al fine di raccogliere i dati necessari per costruire strategie di gestione di un Parco così complesso. Si è trattato di costruire mappature forestali, glaciologiche e della biodiversità. Creare una nuova cartografia, identificare le zone di conservazione e mappare le voci e le aree a rischio. Insomma si è trattato di realizzare una sorta di fotografia del Parco oltre che di lavorare sul territorio alla formazione del personale del Parco.

Edizione del 13 marzo del Daily Baad-e-Shimal (principale quotidiano del Gilgit Baltistan)  www.dailybaadeshimal.com
Edizione del 13 marzo del Daily Baad-e-Shimal (principale quotidiano del Gilgit Baltistan) www.dailybaadeshimal.com

Ora il passaggio importante sarà di condividere il piano con le popolazioni locali, soggetti protagonisti nella realizzazione del piano. Significa, tra le altre cose, condividere le regole di gestione delle risorse da adottare per preservare il territorio, le misure per prevenire la deforestazione e la caccia incontrollata. Si tratta infatti di un parco che ospita numerose specie animali tra cui, oltre a ungulati, lupi, orsi, linci, il leggendario leopardo delle nevi. Sono passaggi complessi, perché le popolazioni locali di quelle risorse vivono.

E per chi, ricercatore, alpinista, turista volesse visitare il Parco? Occorre immaginare una complessità del tutto diversa a quella che potremmo immaginarci nella visita di un Parco europeo. Quali percorsi, quali servizi logistici, dove e come transitare all’interno del parco? Tra i progetti in corso che Evk2Cnr sta realizzando c’è l’identificazione e realizzazione di percorsi pedestri. Tutto in fase di costruzione per identificare i luoghi più idonei, valichi, passaggi, quote, tempi, geolocalizzazione. Maurizio Gallo, ingegnere, alpinista e figura storica di Evk2Cnr, sarà uno dei protagonisti di questa complicata fase del progetto.

 

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