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Perdidos en el Mundo, Pedeferri e soci aprono una nuova via nella Patagonia cilena

Cerro Walwalun  (Photo www.escalando.org)
Cerro Walwalun (Photo www.escalando.org)

COCHAMÒ, Cile — Una grande parete di granito, quella del versante nord del Cerro Walwalun, anche se nord da quella parte del mondo è come dire sud, nel senso che il sole batte per gran parte del giorno. Sale su questa Big Wall la nuova via aperta nel febbraio scorso da Lorenzo Lanfranchi, Mirko Masè, Simone Pedeferri, Mattia Tisi e Andrea Zaffaroni: si chiama “Perdidos en el Mundo” è lunga 870 metri per 23 lunghezze ed è stata aperta e liberata in 5 giorni.

Il Cerro Walwalun si erge in un anfiteatro di roccia nella valle di Cochamò, nella Patagonia cilena. Si tratta di una vallata caratterizzata da Big Wall di granito: nel 2005 Pedeferri e Lanfranchi erano già stati qui una prima volta, insieme a Giovanni Ongaro, Christian Gianatti, Ismaele Fosti e Angelo Forcignano. Quell’anno aprirono “Nunca mas marisco”, una via di 700 metri che saliva sulla parete del Trinidad centrale.

“Tornare dopo 10 anni dalla prima volta che sono stato in Cochamò mi inquietava parecchio perche in quei luoghi avevo vissuto uno dei momenti più belli del gironzolare per le pareti e rovinare per qualche motivo quel ricordo mi dava fastidio – scrive Simone Pedeferri sul sito dei Ragni di Lecco di cui fa parte -. Entrando nella valle di Cochamò subito i cambiamenti si erano visti. Come tutte le zone avevano subito una mutazione rispetto a dieci anni prima come le nostre Alpi e El Chalten. Numerosi turisti camminavano nella valle, il campeggio era diventato molto grande e super affollato e un rifugio con tutte le comodità (birra) rendeva il luogo più addomesticato. Tutto ciò mi creo subito un po’ di nervosismo ricordando il posto molto selvaggio ma probabilmente e giusto anche così! La nostra idea fin dall’inizio era di aprire una via nuova nella valle Anfiteatro sulla parete Walvalun. Daniel, il climber americano che gestisce il camping e il rifugio, ci dice subito che il sentiero di accesso e stato migliorato e quindi l’avvicinamento e molto piu veloce. Subito penso dentro di me che su una parete del genere ora tutte le linee possibile siano state addomesticate e quindi il nostro programma poteva mutare radicalmente”.

Ma i piani non sono cambiati e il 31 gennaio, una volta arrivati alla base del grande muro che costituisce la parete nord di Walwalun gli alpinisti italiani hanno trovato spazio per immaginare la propria via di salita in cima. La Big Wall, secondo Pedeferri “la più bella” della valle di Cochamò, non era ancora stata scalata se non lungo la via classica.

“Osserviamo la parete e troviamo una via veramente immaginaria -continua il Ragno della Grignetta -, da sognatori, scendiamo il giorno 2 e risaliamo poi con il secondo carico attaccando la parete. Dal 2 al 6 saliremo questa parete con una prima parte gironzolando tra placche incredibili e lame verticali, arrivando poi ad una cengia perfetta, dove trascorreremo 2 bivacchi in parete, per poi continuare su una seconda parte su pilastro di color rosso che farebbe invidia al Gran Capucin. In 5 giorni, in perfetto stile, apriamo la via e la liberiamo contemporaneamente quando i tiri non vengono saliti a vista. Tutti e 5 giochiamo e ci divertiamo in parete ed e stato fantastico arrivare tutti insieme in cima a questa parete in un puro divertimento sudamericano scanzonati e felici. Penso che questa linea sia veramente eccezionale, una grandi bigwall in libera, non avrei mai pensato di realizzare una via cosi bella di quasi 900 metri per 23 tiri fino al 7b+ “Perdidos en el Mundo”. Usciamo dalla valle sotto in acqua torrenziale ma ormai non importa perche il sogno di scalare in libera una grande parete e nostro e il ricordo del Cochamò è salvo”.

Photo e testo Simone Pedeferri – www.ragnilecco.com

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