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Ambiente, Primo Piano

EvK2Cnr entra nella Climate and Clean Air Coalition per la lotta agli inquinanti di breve durata

Nube di inquinanti verso la Piramide rilevata nel 2009
Nube di inquinanti verso la Piramide rilevata nel 2009

BERGAMO — Si è svolto a Parigi il 7-8 marzo il meeting dei Gruppi di lavoro della Climate and Clean Air Coalition to Reduce Short-Lived Climate Pollutants (CCAC), meeting che vede per la prima volta la partecipazione ufficiale del Comitato EvK2Cnr. È giunta infatti nei giorni scorsi la comunicazione ufficiale che conferma l’accredito della nota organizzazione italiana come partner della coalizione. Questa nuova collaborazione rappresenta per il Comitato un importante riconoscimento a livello internazionale del valore della propria ricerca sui black carbon e altri inquinanti di breve durata nelle regioni montane.

La CCAC è stata costituita nel febbraio 2012 da UNEP, il Programma delle Nazioni Unite per il Clima, e costituisce oggi, con più di 50 partner tra governi e associazioni non governative, la più grande organizzazione mondiale che promuove e coordina piani di intervento per mitigare gli effetti degli inquinanti di breve durata. Questi inquinanti, pur rimanendo in circolazione nell’atmosfera per un periodo limitato di tempo – da pochi giorni ad alcuni anni –, hanno pesanti ricadute sull’ambiente e sulla vita dell’uomo. Sono, infatti, tra le cause riconosciute del riscaldamento globale e si ritiene siano causa diretta di problemi respiratori e cardiocircolatori. Le particelle inquinanti possono essere trasportate anche per diverse migliaia di chilometri e, depositandosi sulla superficie dei ghiacciai, possono interagire direttamente con la radiazione solare,  modificare le proprietà micro-fisiche delle nubi ed influenzare lo scioglimento di nevi e ghiacciai.

Una loro riduzione, attraverso politiche mirate e condivise, permetterebbe di ottenere significativi progressi nella lotta al riscaldamento globale e migliorare la qualità dell’aria in tempi relativamente rapidi.

I dati scientifici prodotti nell’ambito di programmi di monitoraggio e ricerca promossi da EvK2Cnr, primo fra tutti SHARE (Stations at High Altitude for Research on the Environment), contribuiscono a rafforzare la comprensione degli impatti e del trasporto di tali inquinanti, in particolare nelle zone montane. Il loro monitoraggio continuo permette di elaborare strategie scientificamente fondate per mitigarne l’impatto, in linea con gli obiettivi programmatici di CCAC.

“Sono state diverse le nuove iniziative presentate a Parigi – dichiara  Elisa Vuillermoz, responsabile ricerche di EvK2Cnr –. Tra quelle vicine ai nostri progetti vi è per esempio un’iniziativa dedicata alla riduzione di inquinamento da black carbon tramite l’introduzione di stufe a ridotta produzione di inquinanti. Ora dovremo capire come contribuire in modo più proficuo e a quali iniziative potremo dare il nostro contributo”.

I black carbon, infatti, sono prodotti principalmente dai combustibili fossili e hanno una concentrazione particolarmente elevata in Asia, dove è molto diffuso l’utilizzo di stufe a sterco e legna senza camini o sistemi di smaltimento dei fumi. Nell’ambito del progetto Share, oltre al monitoraggio atmosferico e climatico su scala globale, EvK2Cnr ha attivato anche degli studi sulla salute umana ed inquinamento indoor nella Valle del Khumbu collegati direttamente a questo tema.

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