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Ambiente, Primo Piano

Dalle montagne alla città: con SusKat, Evk2Cnr monitora l’inquinamento a Kathmandu

Stazione Suskat a Katmandu
Stazione Suskat a Katmandu (Photo courtesy evk2cnr.org)

“>KATHMANDU, Nepal — Monitorare l’atmosfera nei cieli di Kathmandu, una delle città più inquinate del Sud Est Asiatico. Passa dall’ambiente urbano l’ultimo passo compiuto dal Comitato EvK2Cnr nel campo del monitoraggio climatico e atmosferico d’alta quota: si tratta della campagna SusKat (Sustainable Atmosphere for the Kathmandu Valley), inclusa nel progetto Abc “atmospheric brown cloud” dell’Unep, che mira ad ampliare le conoscenze scientifiche circa l’inquinamento atmosferico in Nepal, per una migliore definizione delle misure di mitigazione.

La campagna SusKat, ribattezzata “SusKat-ABC field campaign” e patrocinata dal Ministero dell’Ambiente Nepalese, è un progetto dell’Institute for Advanced Sustainability Studies (IASS), di Postdam in Germania, che coinvolge l’International Centre for Integrated Mountain Development (ICIMOD) sulla parte sperimentale in Nepal.

Nell’ambito di questa campagna, EvK2Cnr ha installato, in collaborazione con Isac-Cnr, la stazione di monitoraggio nella capitale nepalese. La centralina è stata posizionata sul tetto dell’ufficio di rappresentanza di EvK2Cnr a Kathmandu, nel periodo 20-31 Gennaio 2013 da Giampietro Verza (Responsabile tecnico Evk2Cnr) e Marcello Alborghetti (assistente tecnico Evk2Cnr).

La stazione, di cui è responsabile scientifico Paolo Bonasoni dell’Isac Cnr, tiene sotto controllo gli aerosol (ottici, chimici e fisici), ne valuta gli andamenti temporali, la composizione, le variazioni di forza radiativa, oltre a monitorare il comportamento dell’ozono e il trasporto regionale di masse d’aria inquinate.

Il monitoraggio della qualità dell’aria e del clima urbano fornirà informazioni preziose sull’inquinamento nella valle di Kathmandu, e complementari a quelle attualmente fornite dalla Stazione Globale GAW-WMO NCO-P situata presso il Laboratorio Piramide ad oltre 5000 metri nella valle dell’Everest.

In particolare, la stazione Suskat rappresenterà un punto di riferimento circa le tipiche condizioni urbane che si osservano ai piedi dell’Himalaya, l’inquinamento atmosferico nella zona e il suo possibile trasporto verso l’Himalaya e la libera troposfera. L’interesse verso questo tipo di monitoraggio è molto alto ed è confermato dalla decisione delle Nazioni Unite di includere la stazione tra i siti di monitoraggio del progetto Abc, come la NCO-P del Laboratorio Piramide già gestita dal Comitato Evk2Cnr.

I primi dati forniti dalla stazione sono risultati di notevole interesse, tant’è che la campagna – che doveva concludersi a febbraio – è stata estesa fino a giugno nella speranza di raccogliere dati e informazioni rilevanti nel periodo di picco della combustione delle biomasse, anche per gli incendi boschivi.

La campagna SusKat, che a livello generale è coordinata da Maheswar Rupakheti dello Iass, prevede non solo la raccolta dati, ma anche lo sviluppo di modelli utili alla definizione di strategie di mitigazione dell’inquinamento, un attento esame del contesto locale e una campagna di sensibilizzazione in Nepal. L’inquinamento è una delle sfide principali dell’Asia meridionale, che è una delle più popolate e inquinate aree del mondo. Qui l’inquinamento e la nube marrone hanno effetti dirompenti e diretti sulla circolazione monsonica, il riscaldamento climatico, lo scioglimento dei ghiacciai.

Il progetto Suskat fa anche parte della “Climate and Clean Air Coalition”, l’iniziativa promossa dalle Nazioni Unite per ridurre gli inquinanti “short-lived”, come il metano, i black carbon e i gas di idrofluorocarburi che rimangono nell’atmosfera per pochi anni, ma che hanno effetti su salute ed ambiente molto più dannosi dell’anidride carbonica.

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