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Uno scialpinista candidato alla presidenza della Lombardia: intervista esclusiva ad Umberto Ambrosoli

Umberto Ambrosoli
Umberto Ambrosoli

MILANO – “Amo la montagna, il senso di vicinanza con l’ambiente che ti circonda, la fatica ripagata dal raggiungimento e il silenzio di molti dei luoghi che ho avuto la fortuna di visitare con gli sci ai piedi. Mi impegnerò a sviluppare una politica per la montagna riproponendola non come “periferia politica” ma come luogo strategico per lo sviluppo della Regione”. C’è anche uno sci alpinista tra i candidati alla presidenza della Regione Lombardia. E’ Umberto Ambrosoli, candidato per la lista Patto civico per la Lombardia,[9] sostenuto da una coalizione di movimenti civici e partiti di centro-sinistra. Abbiamo avuto la fortuna di potergli fare la nostra intervista sulla montagna: ecco cosa abbiamo scoperto.

La montagna in Italia rappresenta circa il 50% del territorio nazionale e lombardo. Il suo programma prevede iniziative specifiche per questi territori? Se sì, quali?
“Come candidato alla presidenza della Regione Lombardia ho più volte sottolineato l’importanza del territorio montano. Nelle mie visite nelle località di montagna ho preso un impegno chiaro sviluppare una politica per la montagna riproponendola non come “periferia politica” ma come luogo strategico per lo sviluppo della Regione in termini di salvaguardia del territorio e delle sue specificità, di potenziamento dei servizi locali e di supporto all’agricoltura di qualità”.

Si dice che lei sia un amante dello scialpinismo. E’ vero? Quanto è vicino alla montagna a livello personale?
“E’ uno sport che mi appassiona e che purtroppo, durante questa stagione invernale non ho potuto praticare, se non un paio di volte, per i moltissimi impegni di questa lunga campagna elettorale. Apprezzo dello sci in montagna il senso di vicinanza con l’ambiente che ti circonda, la fatica ripagata dal raggiungimento dell’obbiettivo al termine della salita e il silenzio di molti dei luoghi che ho avuto la fortuna di visitare con gli sci ai piedi.”

Secondo lei è possibile creare opportunità occupazionali di rilievo nelle valli alpine? Se sì quali?
“Occorre valorizzare il territorio montano, innanzitutto riconoscendo ai territori alpini un peso non solo commisurato al numero di abitanti, ma all’estensione al territorio ed alla sua valenza intrinseca per tutta la popolazione lombarda. Iniziative legate allo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabili, di produzioni alimentari e agricoli di alta qualità e il sostegno al settore turistico con un piano di sviluppo coordinato a livello regionale sono alcune delle iniziative che mi intendo adottare da Presidente della Lombardia.”

Dove investire per lo sviluppo sostenibile della montagna?
“L’ho detto ma mi ripeto volentieri: tutele del territorio, delle biodiversità, sostegno alla produzione di energia da fonti rinnovabili che su realtà caratterizzate da vasti territori poco densamente popolati sono indubbiamente competitive dal punto di vista della sostenibilità economica. Sono tutte indicazioni espresse dalla Convenzione delle Alpi – recentemente riunitasi proprio a Milano in vista della Presidenza Italiana a partire dal prossimo mese di luglio – che noi abbiamo raccolto nel nostro programma.”

Sempre più spesso i piccoli comuni montani restano isolati dai servizi, esempio trasporto pubblico studenti. Rispetto a problemi logistici e di spopolamento della montagna, qual è la sua ricetta?
“Occorre coniugare le richieste di efficienza ed economicità con le legittime e lecite richieste che arrivano dai cittadini che abitano, vivono e rendono viva la montagna. Durante il mio giro della Lombardia in campagna elettorale ho visitato tante strutture, come quella di Sondalo, oggi in difficoltà perché non più in linea con i parametri di efficienza sanitaria ma essenziale per la realtà territoriale dove insiste. Non è semplice trovare soluzioni a queste problematiche ma queste devono essere condivise innanzitutto con i cittadini e non fatte calare dall’alto da chi magari non conosce al meglio queste realtà.”

Montagna e turismo: un recente allarme del Wwf dice non sia più sostenibile a livello economico il modello di turismo “bianco” e che la maggior parte dei comprensori siano in deficit. Cosa pensa si possa fare in merito?
“Il comparto della montagna è una voce rilevante del bilancio complessivo del turismo in Lombardia e per questo occorre, in un periodo di crisi come questo dove le famiglie hanno minore possibilità di spesa anche per le vacanze, trovare le soluzioni e le risposte per un sostegno che non immagino di tipo economico quanto da parte della Regione di coordinamento delle azioni a salvaguardia delle infrastrutture, degli investimenti e del personale”.
Ambrosoli, nato a Milano, 10 settembre 1971) si è laureato in giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano con una tesi dal titolo «La criminalità informatica nel sistema bancario italiano – Profili criminologici», ed è divenuto avvocato penalista. È sposato e ha tre figli.
Links: http://www.ambrosolilombardia2013.it/

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2 Comments

    1. Mi pare che Montagna.tv abbia sondato le proposte politiche di tutti gli schieramenti politici (eccetto quelli che non hanno voluto rispondere). Tra questi c’è il candidato alla presidenza della Regione Lombardia.
      La reputo un’iniziativa lodevole, tutto tranne che uno spot elettorale a qualcuno in particolare.
      Temere di confondere la montagna con la campagna elettorale è sbagliato. La politica e la gestione del territorio sono legati a doppio filo, interessarsene è un dovere civico.

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