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In parete 29 giorni, Pedro Cifuentes compie la vera traversata delle Torri del Paine

Pedro Cifuentes (Photo Desnivel.com)
Pedro Cifuentes (Photo Desnivel.com)

PUERTO NATALES, Cile — E’ stato solo in parete 29 giorni, senza mai scendere. Ha perso quasi 10 chili, ha pazientato 8 giorni sotto la neve, venti forti e il brutto tempo e alla fine ha coronato il sogno che inseguiva da 2 anni: portare a termine la vera traversata in solitaria delle tre Torri del Paine. L’impresa è stata compiuta pochi giorni fa dallo spagnolo Pedro Cifuentes che ha salito per prima la Torre Norte, poi è arrivato in vetta alla Torre Central e infine ha scalato la Torre Sur, salendo e scendendo sempre lungo i due lati opposti delle Torri. Prima di lui la traversata era riuscita solo all’americano Steve Schneider che tuttavia sulla prima Torre e sull’ultima era salito e sceso dalla stessa via.

Cifuentes ha attaccato la Torre Norte il 14 gennaio, lungo la via “Espíritu Libre”. Una volta raggiunta la cima secondaria è ridisceso al colle che la separa dalla cima principale su cui è arrivato in vetta lungo la via “Cuenca es única”, itinerario aperto da lui stesso nel 2011 insieme ad Adrian Ayllon. Il 16 gennaio è sceso dalla via Monzino verso il colle che separa la Torre Norte da quella Central e una volta qui, il 21 gennaio è andato in vetta alla seconda cima dalla via Bonington-Whillam.

Secondo quanto riferisce il sito Barrabes.com, le condizioni meteorologiche l’hanno costretto a questo punto a scendere rapidamente al colle che unisce la Torre Central alla Sur lungo la via Kearney-Knight. Qui ha trascorso 8 giorni sotto nevicate, venti forti e a temperature molto rigide. Superata la tempesta il 29 gennaio ha potuto cominciare a salire la Torre Sur: circa 800 metri lungo la via Aste. E’ stata questa la salita più dura per Cifuentes, sfiancato ormai dai tanti giorni in parete, dalle intemperie e dal razionamento del cibo.

Traversata delle Torri del Paine (Photo www.barrabes.com)
Traversata delle Torri del Paine (Photo www.barrabes.com)

In ogni caso il 9 febbraio è riuscito a raggiungere la vetta, l’ultima delle tre Torri del Paine. A questo punto gli mancava l’ultima discesa lungo la via Hoth (circa 1000 metri), a quanto pare, uno dei tratti più difficili di tutta la traversata. Secondo quanto riferisce Barrabes.com, l’alpinista avrebbe infatti affermato di aver rischiato in diverse occasioni lungo questa via. Alla fine  l’11 febbraio Cifuentes ha toccato terra alleggerito di 10 chili e di un ingombrante sogno nel cassetto che custodiva da due anni e per il quale si era a lungo preparato.

Un’impresa vicina a quella compiuta dallo spagnolo era riuscita nel 2002 al californiano Steve Schneider. L’alpinista aveva sfruttato 3 giorni di bel tempo per concatenare in sole 51 ore la scalata velocissima delle tre Torri del Paine. La vera differenza tra la sua salita e quella di Cifuentes sta nel fatto che l’americano era andato in vetta alla Torre Norte dalla via Monzino, ridiscendendo dalla stessa via fino al colle che separa la torre nord da quella centrale. Lo stesso sulla Torre Sur, dove è salito e sceso sempre dalla via Aste.

Info: barrabes.com; climb.mountainzone.com

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