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Speciale elezioni: quali programmi per la montagna? Intervista ad Angelo Compagnon dell'UDC

Angelo Compagnon
Angelo Compagnon

UDINE — Abbattere i differenziali, dando alla montagna le stesse opportunità di altre zone. Lavorare sul dissesto idrogeologico, sul patrimonio boschivo e paesaggistico, sul turismo e cultura, dando maggiore autonomia locale e migliorando la “regia” degli interventi sulla montagna. Per esempio, esentando i negozietti di paese dagli studi di settore, incentivando la creazione di imprese e servizi dove mancano, agevolando la diffusione della banda larga, assumendo in montagna docenti del luogo, anche derogando alle graduatorie nazionali. E’ così che l’On. Angelo Compagnon descrive la proposta dell’Udc per lo sviluppo della montagna, in vista delle elezioni per il prossimo weekend. Ecco l’intervista che gli abbiamo fatto.

La montagna, risorsa preziosa per la nazione ma frenata da mille difficoltà. Cosa può fare il governo per questo territorio? Ad una settimana alle elezioni politiche, Montagna.tv ha deciso di chiedere ai candidati dei diversi partiti quale sia il loro programma riguardo la montagna. Iniziamo con l’On. Angelo Compagnon dell’Udc, che da anni si occupa di montagna anche a livello locale. Nei prossimi giorni, le interviste agli altri rappresentanti.

On. Compagnon, la montagna in Italia rappresenta oltre il 50% del territorio. Il vostro programma prevede iniziative specifiche per questi territori?
I problemi della montagna oltre ad essere un problema di tutti, paradossalmente possono raprresentare una grande opporunità. Pensiamo al grande volano lavorativo che produrrebbe la sola prevenzione sul dissesto idrogeologico ed ai grandi risparmi che produrrebbe, pensiamo al ritorno economico dell’adeguato sfruttamento del patrimonio boschivo, al patrimonio paessaggistico con il suo indotto turistico e quello culturale che oltre agli usi e costumi porta con se la grande tradizione di spirito di comunita ancor oggi basato sul mutuo soccorso all’interno della comunità stessa che riduce l’intervento del pubblico. Noi pensiamo ad un piano pluriennale che da questi elementi rilanci l’economia della montagna.

La legge sulla montagna è in lavorazione da oltre un decennio, ma non è ancora stata approvata pur essendo passata alla Camera nel febbraio 2011. Cosa frena lo sviluppo sostenibile dei territori montani?
Il primo freno é culturale. La percezione di abbandono delle istituzioni e delle politiche nei confronti della montagna favorisce il desiderio di fuga per mancanza di speranza. riportare al centro della politica la montagna permetterebbe a chi la abita di poter scommettere sul futuro in quelle aree.

Rispetto a problemi logistici e di spopolamento, qual è la vostra ricetta?
Abbattere i differenziali. E’ necessario dare alla montagna le stesse oppportunità delle altre aree stabilendo che la priorità degli interventi deve essere riservata alle aree montane in tutti i settori utilizzando delle deroghe dove risulta indispensabile. per esempio La copertura della banda larga e di tutte le nuove tecnologie non partirà mai dalla montagna ma sempre dai grandi centri perciò a meno che non sia o conveniente o obbligatorio, e su questo si dovrà lavorare.
Altro esempio la scuola in montagna non è ambita da nessun docente prevedere per esempio la possibilità di assumere i docenti di montagna derogando alle graduatorie nazionali a patto che chi viene assunto non possa chiedere trasferimento al di fuori dell’area montana di riferimento ridurrrebbe drasticamente il differenziale sul turn over. E così via.

Se potesse decidere in questo momento 3 cose da fare per la montagna, quali sarebbero?
Una sola! approvazione di un testo unico sulla montagna che riassuma tutte i diversi accorgimenti normativi atti a concretizzare i diversi concetti fin qui spiegati.

Molti pensano che il grande ostacolo allo sviluppo della montagna sia la mancanza di autonomia a livello locale. E’ d’accordo?
In montagna è tutto più difficile e spesso più costoso, costa di più il riscaldamento, la luce, la casa richiede più manutenzioni, l’auto si rovina di più, i figli per studiare devono trasferirsi in città, percio concedere alla montagna autonomia decisionale accompagnata da una dotazione economica derivante o da una fiscalità di vantaggio oppure da trasferimenti dedicati.

Parliamo di opportunità occupazionali. Se lei fosse un giovane nato in una valle alpina, che cosa farebbe/potrebbe fare per poter vivere e lavorare in loco? Che tipo di incentivi offrirebbe se fosse al Governo?
Dare risposta alle esigenze del posto in primo luogo. Se in un paese o in una valle manca un servizio o vi è una necessità offrirla può rappresentare un’opportunità lavorativa, il governo deve favorire questo processo intervenendo sul differenziale. Un negozio in un paesino dovrebbe essere esentato da studi di settore, dalle imposte dal registratore di cassa ecc.. fino a che non si creano redditi tali da renderli equivalenti a quelli del fondovalle e solo in questo caso si dovrebbe riportarli allo stesso regime.

Montagna e turismo, avete in programma iniziative per sostenere/rilanciare località alpine o appenniniche?
La montagna spesso produce isolamento e limita gli scambici così le soluzioni che alcune aree montane che hanno saputo sviluppare per promuovere il turismo in modo esemplare rimangono solo in loco. sarebbe molto utile promuovere momenti di scambio culturale affinche le buone pratiche possano diventare patrimonio comune.

Le comunità montane: spesso si è proposto di sopprimerle nell’ambito dei tagli alla spesa pubblica. Crede che siano ancora una figura utile per il territorio o si deve cambiare sistema?
Il sistema va semplificato perciò bisogna ridurre drasticamente gli enti comprese le comunità montane. Servono invece più momenti di regia sia in montagna che in ogni altra zona omogenea che deve coinvolgere i comuni unici enti che devono confrontarsi sui problemi del territorio individuare le esigenze e trasferirle alle regioni e allo Stato.

 

Angelo Compagnon, classe 1949, è nato a Grions del Torre – Povoletto, in provincia di Udine da una famiglia di contadini e operai. Si definisce un “centrista per antonomasia”, ovvero “un democristiano per vocazione e convinzione”. Alpino e amante del mare, un’altra grande passione è la corsa: ha preso parte alla maratona di New York. “Se dovessi fare una graduatoria immaginaria di tutte le esperienze della mia vita pubblica – dice -, al primo posto metterei senza dubbio quella di sindaco, che mi sento di definire la più esaltante, la più formativa, la più umana, quella dalla quale attingo ancora oggi ispirazione quando siedo in Parlamento e discuto i vari provvedimenti di legge, poiché ritengo quella realtà la più vera e vicina ai cittadini e ai loro problemi: l’obiettivo per me sarà quindi perseguire sempre il loro bene comune.

Links: http://www.angelocompagnon.it

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