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Norvegia, straordinaria prima invernale sul verticale Troll Wall

Prima invernale sul Troll Wall (Photo Andy Kirkpatrick)
Prima invernale sul Troll Wall (Photo Andy Kirkpatrick)

RAUMA, Norvegia — La parete verticale più alta d’Europa, il Troll Wall, nella Norvegia nord occidentale. Sale su questo muro di 1100 metri di roccia gneiss la via “Suser Gjennom Harryland” che l’inglese Andy Kirkpatrick e i norvegesi Tormod Granheim e Aleksander Gamme hanno scalato pochi giorni fa per la prima volta in invernale, compiendo anche la quarta salita assoluta della via. I tre hanno trascorso 14 giorni in parete, tra il 15 e il 29 gennaio, sopportando freddo intenso con temperature fino a -20.

Il Troll Wall si trova nel massiccio di Trolltindene, nel Reinheimen National Park sulla frastagliata costa occidentale norvegese. “Suser gjennom Harryland” è lunga 600 metri e conta 18 lunghezze. La via è stata aperta da Halvor Hagen e Kyrre Ostbo nel 1996 e secondo quanto riferisce l’inglese Andy Kirkpatrick sul suo blog, sarebbe stata salita solo altre 3 volte prima di questa loro bella ripetizione.

“Nel settembre 2001 avevo provato una solitaria di ‘Suser gjennom Harryland’ – scrive Kirkpatrick sul blog -, salendo 17 tiri ma tornando indietro agli ultimi 30 metri: per mancanza di acqua, tempo e feeling ere ora di tornare indietro (la mia telecamera si è accesa da sola nel momento in cui ho deciso cosa fare e mi ha fatto vedere un video di mio figlio Ewen che diceva: ‘papà vai via)”. Da allora ho avuto in testa l’idea di tornare e finire la via in invernale, avendo visto quale bella invernale poteva essere (sicura e molto ripida). Il problema era che nessuno voleva salire il Troll Wall in inverno, forse perchè pensavano che fosse troppo pericoloso o troppo difficile. Alla fine ho deciso di rinunciare all’esperienza in virtù dell’entusiasmo, facendo squadra con due ‘non climbers'”.

Capsula style - bivacco in parete (Photo Andy Kirkpatrick)
Capsula style – bivacco in parete (Photo Andy Kirkpatrick)

E’ stato infatti un battesimo del fuoco per Tormod Granheim e Aleksander Gamme, che non hanno un curriculum da arrampicatori e non avevano mai scalato su big wall prima di allora. Tuttavia entrambi non erano però neanche nuovi a imprese estreme: Granheim l’anno scorso è sceso con gli sci dal versante nord dell’Everest, mentre Gamme ha attraversato con gli sci il Polo Sud in solitaria. Kirkpatrick li ha scelti perchè dotati dei giusti attributi per una salita del genere: prima di tutto “senso dell’umorismo” e “capacità di recupero”.

Kirkpatrick e i suoi due compagni norvegesi hanno trascorso 14 giorni in parete trovando un tempo “calmo ma freddo (fino a -20 gradi), con un po’ di vento e neve negli ultimi due giorni di scalata”. I primi giorni, per abituarsi, scalavano un tiro al giorno, poi sono passati a due tiri al giorno. La via era già abbondantemente chiodata, e sebbene alcuni chiodi non fossero in buone condizioni, non hanno aggiunto nuovi chiodi alla parete. Sono saliti in stile capsula, fissando due campi al quinto e al decimo tiro. Sono partiti il 14 gennaio, sono arrivati alla fine della via il 28, e rientrati al campo base il 29.

 

Info andy-kirkpatrick.com

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