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É morto Guido Magnone, primo alpinista in cima al Fitz Roy

Guido Magnone (Photo courtesy of www.ffme.fr)
Guido Magnone (Photo courtesy of www.ffme.fr)

PARIGI, Francia — É morto all’età di 95 anni Guido Magnone, uno dei più forti scalatori francesi tra il 1950 e il 1960. Alpinista e scultore di origini italiane, ha firmato alcune storiche prime salite: sul Fitz Roy in Patagonia, sulla ovest dell’Aguille du Dru sul Monte Bianco, o al Makalu in Himalaya.

Guido Magnone nacque a Torino nel 1917, ma dopo pochi anni i suoi genitori si trasferirono in Francia. Qui iniziò ben presto la sua passione per l’arte, in particolare per la scultura, che lo portò ad iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Parigi. Nel 1942 si recò a Chamonix e dopo aver visto il Monte Bianco nacque in lui una forte passione per le scalate e le grandi vette.

Si dedicò anima e corpo all’alpinismo diventando uno dei migliori scalatori della sua generazione. Non potendo mantenersi con la sola scultura nel 1952 accettò di partecipare a varie spedizioni, prima tra tutte quella in Patagonia per raggiungere la vetta fino ad allora  inviolata del Fitz Roy.

La salita fu lunga e difficile, segnata dalla tragica morte di Jacques Poincenot che morì annegato mentre attraversava il Rio Fitz Roy. Magnone e il suo compagno Lionel Terray proseguirono, affrontando delle condizioni climatiche proibitive con venti che talvolta superarono i 200 chilometri orari, ma l’impresa fu coronata dal successo durante il pomeriggio del 31 gennaio.

Pochi mesi dopo Magnone conquistò la parete ovest dell’Aiguilles du Dru con Lucien Berardini, Adrien Dagory e Marcel Lainé. Per alcuni anni questa fu considerata una delle maggiori imprese alpinistiche delle Alpi grazie alla tecnica innovativa e molto dibattuta. Dopo un tentativo andato a vuoto infatti, gli alpinisti salirono dal versante Nord e si calarono sull’Ovest assicurandosi con dei chiodi a pressione.

Nel 1955 fece parte della spedizione francese che raggiunse per la prima volta il Makalu, vetta himalayana di 8462 metri. L’anno successivo fu eletto presidente del Groupe de Haute Montagne, incarico che conservò fino al 1965. Durante quel periodo riuscì nella prima ascensione del Chacraraju, in Perù, nel 1962 di nuovo a fianco di Lionel Terray. Nel 1964 Magnone scalò per la prima volta la Tour Eiffel nel 75esimo anniversario della sua inaugurazione. La salita con René Desmaison, Lucien Bérardini e Robert Paragot fu trasmessa in Eurovisione.

Negli anni successivi si interessò ai giovani e alle loro opportunità nell’alpinismo e negli sport diventando uno degli ideatori dell’UCPA – l’Unione Nazionale dei Centri Sportivi all’aria aperta. Dal 1977 si dedicò unicamente alla scultura e occasionalmente alla scrittura di alcuni libri sulle sue due passioni più grandi, l’arte e le montagne.

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3 Comments

  1. Forse, più che a Paragot, il piolet d’or alla carriera l’avrebbero dovuto dare a lui.
    Ma temo che il fatto di essere nato in Italia (avendo già premiato due Italiani negli anni precedenti) l’abbia escluso dai giochi.

  2. Ho conosciuto Magnone a forte Bard durante una riunione dell’Accademico grande personaggio molto simpatico e grandissimo interprete dell’alpinismo.
    A vissuto una vita stimolante viva Guido

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