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Messner inaugura mostra e lancia allarme: “Le Alpi come Disneyland”

Messner (Photo courtesy trentinocorrierealpi.gelocal.it)
Messner (Photo courtesy trentinocorrierealpi.gelocal.it)

BOLZANO — Antenne tv, ripetitori telefonici, croci di vetta e pale eoliche. Ce l’ha con qualsiasi struttura o sovrastruttura che sorga sulle Alpi Reinhold Messner. Nei giorni scorsi l’alpinista ha lanciato un allarme per l’incolumità della natura alpina inaugurando una mostra del pittore e grafico tedesco Walter Tafelmaier nella sua dimora di Castel Firmiano, in Alto Adige.

Cogliendo l’occasione della mostra, intitolata “Berg heil! Le Alpi violate”, l’alpinista altoatesino ha voluto stavolta denunciare alla stampa il turismo di massa che, nella sua opinione, sta investendo l’arco alpino, rendendolo una sorta di Disneyland d’alta quota.

“Le Alpi ormai sono destinate a diventare una grande Disneyland – ha detto Messner all’Ansa -. Abbiamo abusato di questa montagne in molti modi: antenne tv e ripetitori telefonici, croci di vetta, infrastrutture di ogni genere agghindano oggi le cime delle montagne. In futuro si aggiungeranno anche le pale eoliche? La mostra è dedicata alla difficile coesistenza di due realtà, la difesa dell’arcaica natura montana da una parte e l’utilizzo del paesaggio culturale alpino dall’altra”.

La mostra delle opere di Tafelmaier – temporanea – durerà fino al 18 novembre prossimo e sarà parte integrante delle visita museale al Messner Mountain Museum di Castel Firmiano. Durante la presentazione è stato anche mostrato un documentario sulla montagna e il turismo, che cerca di analizzare quanto sfruttamento turistico sia ancora in grado di sopportare la montagna.

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3 Comments

  1. A pensarci bene, ogni evento sportivo/alpinistico che ha spostato i riflettori sulle vette delle montagne (alpi e non) ha contribuito a renderle mete di pellegrinaggi più o meno consapevoli e rispettosi. Da questo deriva la snaturazione di quei luoghi. Poi mi ricordo anche della questione del ristorante sul Piccolo Cervino (https://www.montagna.tv/cms/?p=3397), al quale Messner si diceva favorevole…

    Sia chiaro, sono d’accordo col monito evidenziato nell’articolo, ma vorrei essere ancora più critico. L’idea dell’uomo esploratore, libero di spigersi dove nessuno mai aveva osato prima, ha contribuito alla diffusione estesa della mentalità del free ride, dallo sconfinare dai pochi luoghi dedicati al divertimento verso tutto il resto del territorio. Così ghiacciai e nevai si sono tramutati in immensi tini da andare a calpestare per trarne un po’ di soddisfazione dell’ego personale…

  2. Ho cinquant’anni ed è da 50 anni che vedo croci in vetta…..Pale eoliche e ripetitori telefonici e quant’altro ovviamente sono moda di quest’ultimo ventennio!In questo posso concordare con Messner.Mi sarei aspettato però, dall’alto del Suo pulpito,che avesse anche denunciato tutto il pattume che le varie spedizioni,più o meno scientifiche,più o meno di professionisti che tentano un impresa, abbandonano in territorio Himalayano e limitrofi!!è un pò come dire di aver fatto le pulizie in casa e nascondere la polvere sotto il tappeto!

  3. nel bene o nel male quella grande macchina come l’elicottero,da una parte salva vite umane,dall’altra ha la forza di portare sulle cime delle montagne tutte le cose di cui si lamenta Messner,compresi i grossi impianti di risalita che prima erano imprese titaniche da realizzare.

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