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Meteo, Primo Piano

Febbraio 2012, il più freddo da quasi 50 anni

BERGAMO — Se l’inverno meteorologico è già alla fine, il mese passato si classifica come il più freddo febbraio dal 1965 ad oggi. Lo dice la Banca dati dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna che, nonostante il cado inusuale degli ultimi giorni, considera il febbraio 2012 come il più rigido da quasi mezzo secolo. Riguardo alle precipitazioni invece l’Italia si è spaccata a metà: -62% rispetto alla media al Nord, e +85% al Sud.

Facendo una classifica dal 1800 ad oggi febbraio 2012 è in realtà solo il 33esimo più freddo, con un’anomalia di -2.6°C rispetto alla media di riferimento del periodo 1971-2000, anche per via delle alte temperature degli ultimi giorni che hanno fatto rialzare notevolmente la media complessiva del mese. Nonostante la coda comunque, gelo intenso e prolungato unito ad abbondanti nevicate in tutta Italia, rendono il mese appena passato il più rigido dal 1965. Il più freddo della storia, almeno da quando si conoscono i dati relativi alla temperatura, rimane quello del 1803 che registrò un’anomalia di -6.40°C, mentre il più caldo è ancora quello del 1990 con +2.72°C.

Per quanto riguarda le precipitazioni invece Nord e Sud hanno vissuto due situazioni completamente opposte: se a Nord infatti si è registrato un mese secco, il 41esimo febbraio più asciutto con una media di -62%, nell’Italia peninsulare si conta invece un +85% delle precipitazioni, che fanno di febbraio 2012 il 13esimo più piovoso. Nella media complessiva infine, il mese si assesta con un +21% a livello nazionale rispetto alla media 1971-2000.

Secondo quanto previsto da 3Bmeteo oggi nuove nevicate sono attese in montagna, sulle Alpi anche intorno ai 1000 metri di altitudine, in calo ad 800 metri nel pomeriggio, soprattutto ad Occidente nella zona del cuneese. Nonostante le nuove precipitazioni nevose tuttavia, con il mese di febbraio si chiude dal punto di vista meteorologico anche l’inverno. In base ai dati dell’Isac Cnr per l’Italia si è trattato di una stagione  eterogenea: un dicembre molto mite, un gennaio nella media e un febbraio piuttosto rigido hanno portato a un inverno che si è chiuso  con un’anomalia negativa di -0.54°C rispetto al periodo di riferimento, il 78-esimo più caldo dal 1800 ad oggi. Dal punto di vista delle precipitazioni, i pesanti deficit dei mesi di dicembre e gennaio non sono stati compensati dalle abbondanti precipitazioni (prevalentemente nevose) del mese di febbraio, che fanno chiudere quindi la stagione invernale al 37-esimo posto tra le più secche registrate, con un -23% rispetto alla media e punte che superano il -50% in alcune aree del nord.

 

Info meteo: www.3bmeteo.com

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