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Maurizio Gallo e il Cerro Torre: basta! L’alpinismo è sull’orlo della follia

Cerro Torre - sulla via del Compressore (Monika Kambic, photo courtesy www.alpinist.com)
Cerro Torre - sulla via del Compressore (Monika Kambic, photo courtesy www.alpinist.com)

PADOVA — Basta! Scrivo due righe a commento di quanto sta succedendo nel piccolo mondo degli alpinisti dopo l’ennesima prova di pochezza sul Cerro Torre e ai commenti illustri che ne sono seguiti. Non se ne puo’ più. Non conoscere la storia è una delle più gravi mancanze delle nuove generazioni, per noi italiani poi è un vero scempio dato che la nostra storia è talmente importante che da tutto il mondo vengono in Italia per cercare di coglierne il valore.

In questi anni mi sono ritrovato al campo base del K2 con gruppi di giovani alpinisti che conoscono solo Youtube e non sanno nulla della storia della montagna, dei suoi fondamentali interpreti, dei problemi che ha posto agli alpinisti nel passato, dove e perchè sono avvenuti gli incidenti mortali; e così si continua a morire. Youtube è appena nato… Su Youtube ancora non si trovano gli episodi mortali… Forse è per questo.

La storia dell’alpinismo è stata caratterizzata da periodi diversi e contraddittori con diverse etiche di salita e grandi imprese per ogni epoca. La salita di Maestri al Cerro Torre fa parte della nostra storia e distruggerla così senza nemmeno interpellare chi, con una impresa incredibile per l’epoca, aveva aperto una linea di salita dove nessuno sarebbe mai riuscito a salire, è per me un vero atto di “vandalismo alpinistico” e va condannato sempre e comunque.

A questo punto potremmo dire che Hillary e Tenzing non hanno salito per primi l’Everest perchè hanno usato l’ossigeno. O che tutte le vie chiodate in artificiale devono essere schiodate: anche Bonatti vedrebbe sparire molti dei suoi capolavori!

Resto ancora più perplesso dalle prese di posizione di personaggi famosi a favore della eliminazione della via dalla parete. L’idea che c’è dietro penso sia fondamentalmente una: la montagna deve sempre più diventare un ambiente riservato a pochi, pazzi alpinisti che hanno scelto di morirci prima o poi lasciando famiglie sole in giro per il mondo.

Una montagna dove siano possibili salite più “alla portata” (anche se sul cerro Torre comunque non salgono in tanti), va eliminata nel nome della wilderness o peggio della logica tipicamente anglosassone del rischio mortale.

Chi si può oggi avvicinare alla montagna? Non possiamo assolutamente parlare di attività sportiva da proporre ai giovani e ai nostri figli. Guai. Se si vuole diventare qualcuno bisogna intraprendere un percorso verso l’emarginazione sociale e rischiare la vita. Vogliamo finire dove nessuno ci può seguire. Vogliamo essere considerati diversi e ci fa piacere esserlo: questo atteggiamento ci sta emarginando all’opinione della gente, costituiamo un esempio più di follia – alla stregua di chi si droga o si dà all’alcool – più che di valori positivi come l’abilità, il rispetto, o il divertimento.

E’ così che volete l’alpinismo? Un mondo esclusivo che ormai non interessa più a nessuno in questo mondo reale? Un mondo di eroi primitivi che rifiutano ormai sistematicamente di vivere in una civiltà normale? Perché avete solo avuto la fortuna di sopravvivere!

Se si deve arrivare a schiodare la via di Maestri al Cerro Torre giudicandola superata e uno scempio alla parete, se si deve rispolverare Paragot per il Piolet d’or o salite sconosciute a quasi tutti, siamo proprio su una strada che sta portando l’alpinismo dritto verso il totale anonimato – forse per qualcuno un “olimpo degli dei”! Chi conosce i due fenomeni che hanno schiodato la via? Solo chi arrampica su difficoltà “super” potrà salire il Cerro Torre?
Bravi, andiamo avanti così.

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80 Comments

  1. parole giuste Maurizio,non c,è più la cultura dell’andare in montagna e in alpinismo,se fai 8b sei bravo,se fai il3 sei uno sfigato,mi sembra che l alpinismo stia diventando come il calcio

  2. Da assiduo fruitore della montagna anche se quasi sempre nei fine settimana mi sento di essere d’accordo con ques’ultimo commento. Perchè dovrei rinunciare a seguire vie chiodate in piena sicurezza, invece dei soliti monotiri in falesia? Mi sento più sicuro in questo modo anche se eticamente so di non essere molto corretto. E’ logico che non bisogna farlo su tutte le montagne, ma in questo modo ci saranno sicuramente più persone che si avvicineranno alla montagna il fine settimana ed abbandoneranno i centri commerciali…

    1. Ma un conto è proteggersi (non farlo è abbastanza stuido), un conto è sfruttare gli spit per avanzare (liberi di farlo, ma poco autentico)

      1. il fatto è che con gli spit mi sento più sicuro di quello che potrei installare io… forse perchè l’ho sempre fatto poco

  3. …magari quelli che frequentano i centri commerciali la domenica impareranno a portare i propi figli ha giocare sulla neve ed inconsapevolmente gli insegneranno qualcosa

  4. L’alpinismo è solo performance, gesto atletico, sport con tutti i suoi “attrezzi”.
    Nulla di spirituale, nessun sentimento della vetta, nessuna metafisica della montagna solo abilità atletica, 8b, c, ecc.
    L’alpinismo è essenzialmente materialistico e si regge sui chiodi e le corde.
    E non potrebbe essere diversamente!!!

    1. L’alpinismo è passione,passione,passione..in montagna si può andare anche nudi e senza “attrezzi”!!!!!!!!!!Ma chi 6?senza parole..

      1. io credo che al commento di paola manchi un non… all’inizio dove la frase giusta sarebbe : l’alpinismo NON è solo ……
        suona meglio…

  5. Paola, forse l’alpinismo sta stretto nelle definizioni: per ognuno è quel che è, con le proprie motivazioni, e nessuna è criticabile. Finché non calpesta gli altri, vale tutto. Ma calpestare la storia e la Storia degli altri (e dell’alpinismo e non solo…), beh, allora è solo prevaricazione.

  6. L’importante è ciò che si fa? Oppure: l’importante è come lo si fa.
    Il fine giustifica i mezzi? Oppure: il fine non giustifica i mezzi.
    Tutto è permesso?

  7. Gallo scrive cose giuste. Forse Maestri sbagliò, ma anche i due americani hanno sbagliato. Capisco poco Garibotti, House e tutti i firmatari a favore della schiodatura fatta in questo modo. Mi sembrano due gruppi che non si vogliono capire. In sostanza è diventata un campo di battaglia tra i puri che criticano coloro che vogliono uccidere l’impossibile e strumentalizzano la schiodatura (gesto disdicevole e ignorante) e coloro che criticano la spettacolarizzazione dell’alpinismo. Io sono a favore di entrambe le posizioni, ma la via del compressore è un’altra cosa da quello che vogliono criticare i “puri”. Mi pare di rivedere le posizioni di coloro che da specialisti di una parete, di una montagna, di un luogo, vogliono affermare il loro modo di vivere la scalata di quel posto come l’unico giusto. L’ho fatto, ma è un atteggiamento da furbi

  8. ciao, ho già scritto qualche settimana addietro che ora aspetto i prossimi pulitori, in quanto il compressore è ancora lassù… deturpa la parete! che dire allora delle vie aperte dall’alto col trapano a batteria e poi salite in sicurezza? sono valide? oppure valgono la metà? ma dove è la scala dei valori? un saluto al grande cesare che non ha salito solo il torre, magari si sta divertendo nel leggere i nostri commenti, oppure, spero per lui, è in un prato a guardarsi le montagne!

    1. Ciao Marco r., il Cesare non si diverte per niente ogni volta che si riparla del Torre. Io cerco di filtrargli qualche notizia, ma è veramente stufo di tutto. . . Di buono c’è che riesce a godere delle passeggiate che fa ancora tra le sue montagne. Ciao.

  9. Basta premi, classifiche , riviste specializzate che hanno interesse a rimestare .Chi vuol lasciarci la pelle lo faccia , senza scomodare soccorsi.Raccomandabile non avere doveri verso famigliari.
    Maestri ” Una vita umana non vale tutti i chiodi del mondo, ma chi fa senza è sempre il più bravo”…sapeva benissimo di suscitare un vespaio con i chiodi ed il compressore…ma la rabbia fu originata dalle critiche precedenti la scalata con Egger.O si dovrà scalare con un notaio che classifica i passaggi, o si paga l’elicottero che filmi h.24 o si va senza raccontarla al bar con giri di birre , tanto ormai le relazioni e la letteratura di montagna ed i documentari si assomigliano tutti.Cavoli di chi arrampica !

    1. Concordo perche i chiodi in montagna li hanno e li mettono tutti ma con mezzi tradizionali non si va su una parete inviolata con un compressore ! E se Maestri voleva fare una provocazione almeno poteva arrivare in cima invece non c’è riuscito.

  10. Sottoscrivo e aggiungo:
    ogni giorno per strada vedo tante persone e ognuno cammina a modo suo
    in questo non vedo ne superiorità ne inferiorità ma solo diversi modi e possibilità: adulti, bambini, disabili e altro … e ovviamente ognuno va dove e come può!
    Ritengo pericoloso che in ambienti naturali e “liberi” qualcuno si erga a sostenere chi possa o non possa salire: allo stesso modo si potrebbe sostenere che se non si parla perfettamente l’italiano è proibito cimentarsi sulle montagne italiane! (piccola provocazione)
    in ogni caso la bravura non è nella tecnica ma nella curiosità mentale dell’approccio e nella voglia di scoprire qualcosa di nuovo …

  11. Maestri non ha scritto una pagina di pessima storia: ha scritto pagine di storia per come le vedeva lui a quel tempo… Sarebbe come dire che i grandi degli anni ’50 con le loro vie “a goccia d’acqua” piene di chiodi han scritto pessime pagine. Chi può permettersi di ergersi a Giudice?

  12. Maestri, con la Via del Compressore, volente o nolente ha scritto una pagina di Storia dell’Alpinismo.
    A qualcuno potrà piacere, a qualcun’altro no.
    Ma sono opinioni. E mutano nel tempo e nelle società.
    Il fatto storico, invece, deve rimanere. Sia a testimonianza del passato. Sia per permettere ai nostri figli e nipoti di esprimere anche la loro opinione su quanto accaduto.
    Cancellare la Storia (evidentemente quella sgradita…) è un atto violento e antidemocratico. Molte dittature ce lo ricordano.

  13. Diego allora tutti quelli che hanno aperto vie con pertiche di legno,scale,compressori,trapani elettrici,clif hanger,copperheads,quant’altro hanno scritto pagine pessime?si sta parlando solo ed esclusivamente se i due americani abbiano fatto bene o no,per me no,considerando che li hanno usati in salita.

  14. ma guarda caro gallo che l’alpinismo sull’orlo della follia è quello che tu difendi tanto, quello della conquista a tutti i costi, arrogante e mitomane e soprattutto dove la montagna e la natura sono il “palcoscenico” per la propria recita; tra l’altro critichi i sostenitori della schiodatura tra i quali, vai a vedere bene, non ci sono quelle burbette che non sanno niente di storia dell’alpinismo, ma i veri e grandi protagonisti della storia dell’alpinismo mondiale!!

  15. Caro maurizio, condivido in buona parte il tuo pensiero. Anche io ho fatto delle dichiarazioni dove dico che prima avrei chiesto a Maestri cosa ne avrebbe pensato visto che la rottura dei chiodi la stava facendo lui mentre scendeva con Alimonta e Claus. Però dire che: “(…) con una impresa incredibile per l’epoca, aveva aperto una linea di salita dove nessuno sarebbe mai riuscito a salire” (…) mi sembra un po’ esagerato. Visto che parli di conoscere la storia si dovrebbe sapere che lo spigolo fu tentato prima dai giapponesi e successivamente dagli spagnoli. Poi, i fortissimi, Pete Crew, Martin Boysen, Mick Burke e Dougal Haston, con all’attivo le salite più dure nelle Alpi ed in Himalaya, arrivarono dall’Inghilterra per tentare lo spigolo sud-est. A loro si unì l’argentino Josè Luis Fonrouge, già esperto scalatore di Patagonia e vincitore nel 1965, con Carlos Comesana, della mitica supercanaleta al Fitz Roy e nel dicembre del 1967, con Alfredo Rosasco alla parete sud del Cerro Poincenot. Vissero un’epica storia dove persero quasi tutto il materiale nella truna alla spalla, gli cadde anche il perforatore (non anona usato fino a quel punto) quando ormai avevano deciso di effettuare un tentativo in stile alpino. Stillarono un dettagliato resoconto del loro tentativo per le spedizioni successive. Solo per dire che se fossero stati un po’ più fortunati anche col tempo quei “bei ceffi” ce l’avrebbero fatta.
    Ciao ermanno

    1. Come sei spiritoso Ermanno. Quando lessi il tuo commento sulla stampa che diceva: “io avrei prima chiesto a Maestri cosa ne avrebbe pensato”, ero sicuro fosse uno svarione del giornalista, tanto era stupido. Cosa pensi che avrebbe detto Cesare? Va bene schiodate? Magari parla anche di tutte le volte che gli hai fatto i complimenti per quella salita, e quante volte hai usato i suoi chiodi per arrivare in cima.

  16. Ermanno ti rispondo volentieri anche perché ho per te una stima totale! La via di Maestri cmq la vuoi vedere è stata una pagina indelebile nella storia dell’alpinismo, anche solo per i 40 anni di discussioni che ha innescato. Su tutte le montagne ci sono stati tentativi .. Ma poi conta chi sale. Pensa a Cassin alle Jorasses o Bonnington al Pilone centrale. In ogni caso, per me, togliere quei chiodi è stato come sfregiare un monumento.

  17. Non è incredibile? NOn è storica? E perchè se ne parla da 40 anni e perchè questi nuovi alpinisti hanno avuto bisogno di schiodare la via del Compressore per sentirsi liberi? Quelli che dicono “adesso sì che si può salire il Torre” mi fanno ridere. Vorrei vederli lì in Patagonia nel 1970, cosa saprebbero fare. COmunque ricordiamoci che Maestri l’ha aperta col compressore come “provocazione”, non come sua miglior impresa. Qui mi sa che in tanti non lo sanno. E comunque alla fine i chiodi li hanno usati tutti. Per mio conto, ammesso non concesso che Maestri abbia sfregiato la montagna, ora è stata sfregiata un’altra volta. Il rispetto per il Torre non c’entra. Sono solo bravate per farsi notare.

  18. Grande maurizio Gallo condivido in pieno le vie di altri si lasciano stare che piacciano o no, su quel che dici in fatto di cultura è veramente desolante siamo alla canna del gas, gente come te deve scrivere di più bravo un abbraccio

  19. Sono certo che Ermanno Salvaterra,che con i suoi compagni di salita al Cerro Torre,le 4 sorelle,oppure anche nel gruppo del Paine,non avrebbe mai fatto una cosa del genere…Ermanno penso che abbia fatto la storia del Cerro e montagne limitrofe ed abbia fatto conoscere quelle zone come posti streganti.

    1. Guarda che quando Maestri ha fatto lo spigolo sud est Ermanno aveva ancora da cominciare ad arrampicare, leggiti 2000 metri della nostra vita bene e poi pensa se sarest stato capece di fare solo la decima parte ma leggi bene perchè ne hai bisogno.
      Ciao Furly

  20. bla bla bla bla bla……ho avuto la fotrtuna di ammirare tantissime opere d’ arte di tantissimi
    artisti,alcune secondo il mio “personale “parere di pessimo gusto,ma non mi e mai passato per la testa
    ne di deturpare una tela ne di martellare una statua.a questi nuovi CROCIATI consiglierei di aggiungere al loro vocabolario la parola RISPETTO. o sono loro che vanno martellando i nostri monumenti per tutta italia??????????????.
    Uno stupido in citta non diventa migliore in montagna anzi amplifica la sua ignoranza.

    1. Devo dire che con questo paragone mi hai convinto. Non era il caso di levare i chiodi e anche il compressore meglio lasciarlo dov’è, come una sorta di cimelio “di guerra”.

      1. olaaaaaaaaaaa stai sereno,nessuno convince nessuno.
        ma ti tocchera passare la vita a togliere tutti i “cimeli di guerra”in giro sui monti di mezzo mondo.un consiglio trova tanti amici.ciao

  21. Mi sembra di aver letto che i due americani hanno dichiarato di aver usato nella loro salita “solo 5 spit”!
    No, ma dico…questi si permettono di schiodare la via senza chiedere il permesso a Maestri, in nome dell’etica pura e poi dicono di aver utilizzato 5 spit?!! Questa a me sembra la più grande ipocrisia!!

      1. …e a chi scusa avrebbe dovuto chiedere il permesso?! Normalmente i primi salitori decidono in che stile aprire la loro nuova via, è sempre stato così, in Himalaya come sulle Alpi. Maestri ha deciso di usare i chiodi a pressione….possiamo poi discutere se questo sia eticamente corretto o meno, ma se ognuno si arrocca il diritto di andare a modificare ciò che è stato fatto dai primi apritori (senza appunto il loro permesso come in questo caso) allora viene fuori un Far West!

  22. Riassumendo l’articolo, i due americani non conoscono la storia del torre, le eccellenti firme a favore nemmeno , l’alpinismo non deve essere un mondo esclusivo per nessuna montagna parete, ogni montagna deve avere vie alla portata dei non elitari…
    Bell’articolo complimenti

  23. Mauricio, d’accordo sulle considerazioni storiche (comunque criticabili) pero’ mi sembra che le tue considerazioni stiano anch’esse sull’orlo della follia… forse non c’era bisogno di un commento in piu’ come questo. Mi spiego, l’elitismo, l’eroismo, la follia del rischio, ecc… tutto cio’, quando relegato a una montagna difficile, elitista e pericolosa come il Cerro Torre ci puo’ anche stare e a noi “comuni mortali” non toglie assolutamente nulla visto che possiamo praticare e insegnare l’alpinismo in altri luoghi (quasi tutti) piu’ accessibili… Senza offese, prendiamocela con la calma, ciao!

  24. Ammetto che giudicare un fatto che non conosco è un gesto arrogante. E ammetto che schiodare è stato certamente eccessivo e probabilmente provocatorio.
    Tuttavia elogiare lo stile di Maestri mi suona come elogiare la guerra, alpinisticamente parlando, indipendentemente dal fatto che porti alla “vittoria”.
    Inoltre, un conto è scalare senza modificare la montagna, un altro è trapanarla.

    1. Non sono uno storico dell’alpinismo ma la via del compressore non è certamente lo “stile Maestri”. Se non ricordo male Maestri ha ripetuto, in salita o discesa, molte vie “solo” e senza corda nello zaino (se sbaglio correggetemi). Come ho già detto, penso che la via del compressore sia stata una reazione emotiva incontrollata.
      Per quanto rigurada il trapanare… a questo punto anche mettere un solo spit è trapanare anche se piantato usando il bulino a mano.

      1. Si ha aperto quella via spinto dalla rabbia scaturita dal fatto che non gli credettero quando disse di aver scalato il Torre per primo, questa volta in modo “onesto” da un’altra via.
        E’ vero, lo spit è un buco nella roccia. Io posso dire che c’è differenza se lo si usa solo per proteggersi piuttosto che per avanzare. E’ solo il mio parere.
        Ripensandoci, schiodare è stato arrogante e brutale.

  25. Dico la mia da semplice amante della Montagna, che non si e’ mai spinto sopra il 4. grado.
    Mi sembra di vedere in certi atteggiamenti le caratteristiche tipiche di ogni fondamentalismo: il rifiuto del non purissimo, la cancellazione della storia, l’autoconsiderazione che porta a non rispettare neppure le popolazioni delle zone in cui si opera. Tutto diventa una gara una, sfida con la morte (V. funamboli d’alta quota), una ricerca di nuove forme per presentarsi come modelli inimitabili. Non mi sembra amore per la Montagna. AT

  26. la cosa più è brutta che anche qui in montagna è arrivata la mancanza di rispetto x cose e persone ed è questa la cosa che più ci deve far riflettere

    1. Purtroppoè veriossimo! E la testimonianza dei deue fenomeni americani ne è la dimostrazione; anche nell’alpinismo siamo giunti alla “modernità e al progresso” senza passare per la civiltà. Presto riscriveranno la divina commedia perchè scritta non in italiano moderno corretto. I padri dell’alpinismo si rotolano nella tomba, ma purtroppo a tutti oggi è concesso fare i fenomeni e…andare in montagna: bastano soldi e sponsor ed una buona dote di atleticità!!

  27. Piuttosto che cancellare la storia (la storia non può essere cancellata) – poiché ciò che è fatto non può essere disfatto – se vogliamo dare una connotazione culturale all’Alpinismo, possiamo pensare che si sia verificata una “rivoluzione culturale”?

  28. ha perfettamente ragione il sig. Alberto: stiamo andando verso il “fondamentalismo” , in montagna così come nei nostri atteggiamenti…sociali.

  29. Un saluto a tutti gli alpinisti.
    Pur avendo una certa età, è solo da poco tempo che mi interesso di alpinismo.
    Partecipando di recente ad una serata, ho visto il video di uno scalatore impegnato su una parete, dove ad un certo punto ha estratto dallo zaino un trapano (un trapano?!), non me l’aspettavo proprio, non credevo che in montagna si usassero certi mezzi da …… officina meccanica!
    Poi ho saputo che Maestri aveva salito il Torre addirittura con un compressore (un compressore?!) ……………
    Ditemi, è questo l’alpinismo?

    1. Carissimo Gian in questi giorni ho riletto per l’ennesima volta 2000 metri della nostra vita che impresa straordinaria.
      Giuro che se avessi 15 anni meno andrei a ripiantare i chiodi, i monumenti non si possono deturpare salutami il mio mito un abbraccio Furly

  30. Etica? Morale?…. mi prende un groppo allo stomaco vedere usurpare queste parole in questi contesti!!! Per parlare di etica non dovremmo avere delle norme? E dove sono queste norme nel gesto di salire una montagna?… da sempre espressione di libertà!!!!
    Anche a me sembra che la parola chiave sia RISPETTO!! … per ciò che fanno gli altri e consentitemi anche consapevolezza dei nostri LIMITI!!! Altro che … NO LIMITS. Preparati sempre e non caproni!!.
    Bravo Mauri!!! se andiamo avanti così altro che museo o pagine di storia!!… ci troveranno ricoverati in qualche casa di cura come un tossico!!!
    Giusto qualche paginetta patinata qua e là come modelle in sfilate di alta moda, schiave dell’apparenza che portano all’Anoressia dell’ALPINISMO!

    Spero di non essere stato troppo dratisco!

    Ciao

  31. Non sono completamente d’accordo.Distinguerei le “buone maniere” – cioè chiedere il “permesso” a schiodare – dalla realizzazione di un “sogno”. Io sono coscente che non potrò mai eguagliare – nemmeno lontanamente – gente come Moro, Bernasconi, Barmasse, Gnaro Mondinelli, Urubko etc. ma la bellezza della montagna è anche questa e più il sogno è irraggiungibile e più vive.

  32. Siete veri alpinisti allora fate come Maesti cominciate da capo senza nessun spit e fatemi vedere che alpinisti siete TROPPO SEMPLICE SEGUIRE LA VIA DOVE UNA PERSONA A RISCHIATO LA PROPRIA VITA

  33. VORREI SOLO DIRE CHE PER CERTI ALPINISTI DEL GIORNO D’OGGI SONO PEGGIO DEI CALCIATORI CHE PRIMA DI SFIDARE UNA CIMA DEVONO AVER PREPARATO A TAVOLINO SOLO IL COSTO PER AVER IL MEGLIO SENZA NESSUN RISCHIO FAR RISCHIARE PRIMA I SHERPA OPPURE FARSI PORTARE DEI SHERPA AVER DIVISE SPAZIALI ECC ECC. VORREI SOLO PRENDERE CERTI ALPINISTI E METTERLI IN CONDIZIONE DI SALIRE LE CIME IN STILE COME NEI ANNI 50 E VEDER COSA COMBINANO, E ADESSO A LORO DANNO FASTIDIO AVER TOLTO I CHIODI SEMPLICE NON SONO CAPACI DI SALIRE E NON RISCHIANO BRAVISSIMI STATE A CASA MEGLIO

  34. sig.Furlani fossi in grado tecnicamente,la accompagnerei nella richiodatura,poi se qualcuno è così bravo e colto può salire senza usarli.

  35. sig.Furlani cosa ne pensa del fatto che nel 2010 abbiano lasciato corde fisse,portato via e poi rimesso un compresore,solo per commercio,partendo dal presupposto che magari mi sbaglio

  36. mi riferivo ai primi tentativi di salita in libera nel 2010,dove mi sembra che avessero lasciato corde,spit,ets..un abbraccio e viva la montagna.Marco

  37. ma solo arrampicatori con sete di fama….mi sembra che tutte queste chiacchere non portino a nulla….ma.sono un po d’accordo che anche la chiodatura del Cerro Torre fa (ormai faceva) parte della storia dell’alpinismo .o dell’andinismo…quei bravi scalatori che hanno voluto dimostrare quanto siano bravi….nel fare quello che hanno fatto… hanno semplicemente debordato….e il loro penso, insano gesto, dequalifica anche la loro bravura.di arrampicatori…..perché non sono alpinisti…

  38. A tutti gli pseudo-grandi che han sottoscritto la squallida schiodatura: leggetevi che ne pensa uno di voi. Si chiama Jim Bridwell…
    E provate a dire a lui che non capisce nulla!

  39. bridwell nel 79 ha finito la via maestri,ma secondo te ha usato i suoi chiodi o no,perchè se non li ha usati è stata la prima salita in libera’

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