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Sull’Appennino lungo la Linea Gotica toscana

PRATO, Toscana — Interi paesi cancellati, migliaia di persone sfollate, uomini e ragazzi mandati a combattere sull’Appennino. La Linea Gotica, la linea difensiva militare che avrebbe dovuto arrestare l’avanzata degli alleati durante la Seconda guerra mondiale, sbarrando l’Italia dall’Adriatico al Tirreno, in Toscana è ancora molto visibile e ha lasciato un segno indelebile nell’ambiente oltre che nell’animo di chi ha vissuto quegli anni.

Sull’Appennino ci sono bunker, fortificazioni, sentieri e ci si può imbattere in un proiettile o addirittura in una mina. Una storia recente visibile nelle opere militari, che il paesaggio ha quasi assorbito, integrandole con la vegetazione, ma che non sfuggono a un occhio attento. Il Parco culturale della Linea Gotica, promosso dalla Regione Toscana insieme con Province, Comuni, Comunità Montane, Pro Loco e Associazioni, è un progetto di valorizzazione di un patrimonio storico e culturale formato da documenti visibili, ma anche da memorie.

Inaugurato nel 2003, si trova in provincia di Prato e sorge su quella che per l’esercito americano era la Hill 810, importante caposaldo tedesco a difesa del Passo della Futa. Ci sono due accessi al parco entrambi lungo il sentiero Cai numero 20. Il primo parte dalla strada provinciale che collega Montepiano a Barberino del Mugello. Il secondo lungo la strada comunale della Torricella, che collega Mangona con San Quirico di Vernio.

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