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McKinley, serie di incidenti a 6000 metri: 3 morti, uno italiano

Denali Pass (Photo courtesy terragalleria.com)
Denali Pass (Photo courtesy terragalleria.com)

ANCHORAGE, Alaska — Quattro alpinisti, legati fra loro in cordata, sono precipitati due giorni fa a poche centinaia di metri dalla vetta del McKinley, 6194 metri, in Alaska. Due di loro sono morti sul colpo, mentre altri due sono stati recuperati dai soccorritori ma versano in gravi condizioni di salute. Solo una settimana fa, nello stesso punto, aveva perso la vita anche un alpinista italiano: Luciano Colombo, 67 anni, di Mandello del Lario.

I due incidenti sono avvenuti entrambi sul Denali Pass, un pericoloso traverso con pendenza 45°, molto ventoso, che si trova intorno ai 6000 metri di quota lungo la via di salita della West Buttress. Sotto il traverso, ci sono migliaia di metri di crepacci. Molti incidenti sono avvenuti in questo punto della montagna, soprattutto ad alpinisti in discesa, provati dallo sforzo compiuto: secondo le statistiche americane, i morti lassù sono stati 110 dal 1932 ad oggi.

La scorsa settimana, questa triste sorte è toccata a un alpinista del lecchese, Luciano Colombo, noto nella zona per il suo impegno nella politica locale. Secondo le ricostruzioni, l’uomo ha messo un piede in fallo ed è precipitato per 300 metri. I soccorsi, giunti sul posto 12 ore dopo per le fortissime raffiche di vento che impedivano il volo, lo hanno trovato senza vita. Questa settimana il suo corpo doveva essere sottoposto ad autopsia e a giorni dovrebbe rientrare in Italia.

L’incidente di mercoledì, invece, è avvenuto poco prima di mezzanotte. Il National Park Service è stato avvertito dell’incidente dagli alpinisti che si trovavano al campo sottostante e che hanno assistito alla tragica caduta. Il soccorso li ha recuperati e li ha portati al campo per le prime cure, poi la mattina dopo sono stati elitrasferiti in ospedale.

Secondo Maureen McLaughlin, portavoce del Parco, le condizioni dei pendii in alta quota sono al momento molto più pericolose del solito a causa di recenti nevicate, temperature molto rigide e forti venti che hanno creato lastroni di ghiaccio e neve dura. Sulla montagna ci sono oltre 600 alpinisti impegnati a tentare la vetta e i dirigenti del parco pregano tutti di prestare la massima attenzione.

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