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Alpinismo, Alta quota, Primo Piano

Ueli Steck intasca Shisha, Cho Oyu ma niente Everest

Don Bowie e Ueli Steck a 7000m durante la discesa
Don Bowie e Ueli Steck a 7000m durante la discesa dall'Everest

KATHMANDU, Nepal — Niente tripletta per Ueli Steck. Il fortissimo alpinista svizzero ha rinunciato a compiere un nuovo tentativo all’Everest dal versante nord insieme al compagno di scalata Don Bowie: pochi giorni fa sono saliti verso la cima, Steck è arrivato a circa 150 metri dalla vetta, ma poi ha preferito tornare indietro per paura di congelamenti. Ora i due si preparano a rientrare a casa ma di certo lo svizzero può dirsi comunque soddisfatto per aver conquistato due ottomila in meno di un mese: lo Shisha Pangma e il Cho Oyu.

L’ambizioso progetto di Ueli Steck per questa primavera himalayana era quello di salire 3 ottomila: voleva infatti scalare Shisha Pangma, Cho Oyu e Everest nel modo più veloce e più leggero possibile. I primi due li ha conquistati, rispettivamente il 17 aprile e il 5 maggio, quest’ultimo anche in compagnia del suo socio, il canadese Don Bowie. Al tetto del mondo ha invece dovuto rinunciare, nonostante fosse arrivato a pochi metri dalla vetta.

Insieme al suo compagno di spedizione era arrivato ai 6400 metri di quota del campo base avanzato della parete nord dell’Everest il 16 maggio. Il 19 maggio erano a campo 1, situato sul Colle Nord, a 7000 metri. Venerdì 20 hanno raggiunto campo 2, a 7.700 metri, pronti per l’attacco alla vetta in programma per lo scorso fine settimana.

Steck e Bowie hanno iniziato la salita verso la cima sabato 21 alle 23.30, sotto un forte vento. A circa 8.000 metri di altezza, Bowie ha deciso di tornare indietro a causa del troppo freddo, Steck invece ha tenuto duro altre 6 ore fino a raggiungere quota 8.700 metri. Qui però ha deciso di rinunciare “per l’amore della dita dei piedi”, secondo quanto ha riferito in un breve messaggio pubblicato sul suo sito web. Nelle sue stime gli sarebbe bastata un’altra ora per raggiungere la vetta.

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