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Oiarzabal collassa sull'Icefall, le ultime dal campo base di Everest e Lhotse

Campo base
Campo base di Everest e Lhotse

KATHMANDU, Nepal — Oiarzabal collassato sull’Icefall, Roberto Rodrigo in gravi condizioni, con congelamenti al volto, alle dita e cecità da alta quota, e poi Pauner che forse ha preso l’ossigeno o forse no. Questa la testimonianza della giornalista spagnola Angela Benavides, che ha seguito la situazione al campo base di Everest e Lhotse attraverso continui contatti con Ferran Latorre, il team di Edurne Pasaban, i medici e i giornalisti di stanza alle pendici delle due montagne.

“Juanito Oiarzabal, che è arrivato con le sue gambe fino a campo 1, è collassato scendendo dall’Icefall. Edurne Pasaban e il suo team, che lo aspettavano ai piedi dell’Icefall, sono corsi ad aiutarlo: l’hanno trasportato alla sua tenda al base, privo di conoscenza. Sembrava gravemente disidratato. Secondo Ferran Latorre Oiarzabal, dopo aver preso la soluzione salina in endovena, oggi starebbe meglio. Sembra che non abbia congelamenti ma deve comunque essere trasportato in elicottero a Kathmandu.

La Pasaban, che sabato scorso è tornata indietro da campo 4 dal suo tentativo di vetta dell’Everest senza ossigeno, è stata impegnata nelle operazioni di soccorso da quando è rientrata al base. Il dottor Pablo Diaz-Munio, della spedizione della Pasaban, è stato in servizio tutto il giorno aiutando i medici di Carlos Pauner e della HiMex nei loro compiti.

Manuel “Lolo” Gonzalez e Roberto Rodrigo sono stati recuperati dall’elicottero ieri a campo 2, e sono stati trasportati all’ospedale di Kathmandu. Lolo sta meglio del previsto, mentre Roberto è arrivato in cattive condizioni, seriamente disidratato, con gravi congelamenti al volto, alle dita e agli alluci e cecità d’alta quota.

Anche Isabel García, Javier Perez e Miguel Angel Perez presentano congelamenti e sono in attesa dell’elicottero. Carlo Pauner sarà anch’egli elitrasportato, dal momento che ha mostrato i sintomi di un edema cerebrale durante la discesa. Le precedenti notizie, che dicevano che Pauner avesse preso l’ossigeno, sono state più tardi smentite dai membri della sua spedizione, ma siamo ancora in attesa di una relazione completa e dettagliata.

Solo Carlos Soria non ha avuto bisogno di aiuto e attualmente è in ottime condizioni, secondo il medico del Campo Base. Soria, 72 anni, come ha lui stesso dichiarato ha scelto di usare l’ossigeno perché non si sentiva abbastanza forte da raggiungere campo 3 nel suo tentativo finale. In squadra con Muktu Sherpa, è arrivato in vetta al Lhotse alle 9.20 di sabato mattina, orario nepalese, raggiungendo campo 4 nel pomeriggio, e poi fino al base senza incorrere in alcun problema. Il Lhotse è stato il suo decimo ottomila, a cui si deve aggiungere la cima centrale dello Shisha Pangma”.

 

Angela Benavides

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