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Incendio nell'Agordino, evacuati gli abitanti di La Muda

Incendio sopra La Muda (Photo Il Giornale della Protezione civile)
Incendio sopra La Muda (Photo Il Giornale della Protezione civile)

LA VALLE AGORDINA, Belluno — Continuano le operazioni di spegnimento dell’incendio scoppiato sulle montagne dell’Agordino. Le fiamme non si spengono e hanno ormai consumato almeno 300 ettari di superficie, ma la situazione da ieri sera è sotto controllo. Intanto però il sindaco ha ordinato l’evacuazione degli abitanti di La Muda, dal momento che la Protezione Civile del Veneto ha dichiarato lo stato di attenzione per la zona di La Valle Agordina.

Proseguono anche oggi le operazioni di contenimento e spegnimento del grande incendio boschivo che da martedì interessa il monte Zelo, nel territorio del Comune bellunese di La Valle Agordina. Le fiamme hanno interessato almeno 300 ettari di bosco, ma potrebbero anche essere di più, dal momento che la visibilità è ostacolata dal fumo che circonda la montagna, chiamata anche monte Celo e alta 2083 metri.

Il territorio interessato dal rogo è quello che procedere lungo la Val Clusa verso il Parco nazionale delle Dolomiti, che tuttavia non è stato toccato. La Protezione Civile del Veneto ha dichiarato lo stato di attenzione per la zona di La Valle Agordina: se la funzione protettiva del bosco fosse stata compromessa dalle fiamme infatti, potrebbero verificarsi dissesti e frane, che potrebbero cadere anche sul centro abitato di La Muda. In caso di precipitazioni, che pure sarebbero utili ai fini dello spegnimento dell’incendio, il rischio di distaccamenti sarebbe ancora più elevato.

Per queste ragioni il sindaco di di La Valle Agordina, Tiziano De Col, ha notificato l’ordinanza di evacuazione alle famiglie che vivono nella zona colpita dall’incendio.

Le operazioni si svolgono sia da terra che via aria: sono impegnati volontari e personale del Servizio Forestale regionale di Belluno, due elicotteri regionali, un elicottero del Corpo Forestale dello Stato, un elicottero Erikson S 64 da 9 mila litri d’acqua e un Canadair, questi ultimi inviati dal Centro Operativo Aereo Unificato del Dipartimento della Protezione Civile.

“L’intervento dal cielo è stato sostanziale ed essenziale per limitare l’espandersi delle fiamme e probabilmente si rivelerà risolutivo, considerata la natura del terreno, particolarmente impervio, lungo il quale si sono estese le fiamme – ha dichiarato l’Assessore alla Protezione Civile del Veneto Daniele Stival -. Per evitare che il fuoco possa avvicinarsi alle zone abitate e alle strade e per impedire che possa varcare alcuni passi dai quali potrebbe estendersi ad altri versanti, è essenziale il lavoro a terra”.

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