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Tra scialpinismo e skyrunning: faccia a faccia con Laetitia Roux

Laetitia Roux
Laetitia Roux

SONDRIO — La stagione agonistica dello scialpinismo, conclusasi domenica scorsa con il Trofeo Mezzalama, ha avuto tra i protagonisti la fuoriclasse francese Laetitia Roux. Maurizio Torri l’ha incontrata per stilare un breve bilancio della stagione invernale trascorsa e per scoprire i suoi obbiettivi per l’estate: la prima prova sarà in Italia con la 10a edizione della skyrace Valmalenco-Valposchiavo.

Nella stagione 2010/2011, spaziando tra skyrace estive e gare scialpinistiche invernali, ti abbiamo sempre vista esprimerti ad altissimi livelli. Come fai ad essere competitiva tutto l’anno?
Allenarmi e competere mi da un grande piacere. Adoro lo stile di vita che ho e ne approfitto ogni secondo. Con il mio allenatore cerchiamo di dare il massimo per avere le condizioni ottimali per vincere.

Il lunghissimo inverno dello skialp è ormai agli sgoccioli. Dovessi stilare un bilancio, quale è stato il tuo successo migliore e il tuo più grande rimpianto?
Il più bel successo? Non ho dubbi: La Pierra Menta. Mi è piaciuta dal lato sportivo, ma innanzitutto perché questa corsa ha confermato la forza e la coesione della nostra squadra con Mireia Miro, e promette un avvenire tutto in salita. Il rimpianto? I campionati del mondo. Il programma é stato modificato all’ultimo momento, e così non ho potuto raggiungere i miei obbiettivi.

Sappiamo che il prossimo giugno sarai al via della Valmalenco-Valposchiavo, gara valevole come
prova unica di campionato europeo. Dopo tanti successi hai fatto un pensierino anche al titolo
continentale?
La competizione italo svizzera è molto difficile visto il livello delle concorrenti molto elevato. Non sono abituata a fare questo genere di gare, allora mi concentrerò sulle mie sensazioni, ma sicuramente darò tutto il meglio delle mie forze per provare a staccare il migliore piazzamento possibile.

La gara Valmalenco–Valposchiavo non presenta difficoltà tecniche di rilievo, ha un tracciato di poco superiore ai 30km con una salita corribile e una discesa tutta da spingere. Caratteristiche che si addicono al tuo tipo di corsa?
Sinceramente l’avrei preferita molto più tecnica e meno veloce perché le mie caratteristiche mi portano ad essere più competitiva su quei tipi di percorsi. Ho voluto però mettermi in gioco con il preciso intento di mettermi alla prova su questo genere di gare e capire di conseguenza il mio potenziale.

Chi ti conosce sa che, nonostante la tua giovane età, sei fortissima sia nello scialpinismo, sia nella corsa…. Tanto per conoscerti meglio, dicci due tuoi pregi e due difetti che dovresti correggere per migliorare ulteriormente?
Due qualità? Polivalente e con tanta passione per la competizione. Difetti? Troppo perfezionista, l’eccesso può diventare un difetto. Sul piano prettamente fisico non ho grande potenza.

Quando hai iniziato e non eri ancora una campionessa di fama mondiale, chi erano i tuoi idoli o punti di riferimento nello sport?
Non so se ho avuto un vero idolo, ma nello sport in generale tanti campioni mi hanno fatto sognare. Nello sci alpino ho sempre ammirato stimato e cercato di emulare Luc Alphand. Nello scialpinismo sono Stephane Brosse e Pierre Gignoux quelli cui, all’inizio della mia carriera, mi sono ispirata.

 

 

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