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Fuga sulle montagne finita: ucciso Osama Bin Laden

Il compound in cui era rifugiato Bin Laden
Il compound in cui era rifugiato Bin Laden

ISLAMABAD — Per 10 lunghi anni si è nascosto sulle montagne a cavallo fra l’Afghanistan e il Pakistan. Ma la fuga del terrorista più ricercato del pianeta è finita ieri sera. Alle 5 del mattino ora italiana, un gruppo di commandos americani Navy Seals ha posto fine alla vita di Osama Bin Laden.

Il simbolo mondiale dell’estremismo islamico si trovava in un complesso residenziale fortificato e con misure di massima sicurezza ad Abbottabad. Si tratta di una zona del Pakistan fuori dalle cosiddette aree tribali per anni sospetto rifugio del terrorista. Abbottabad è la città più importante sulla Karakorum Highway, “l’autostrada” che da Islamabad conduce in Cina attraverso i passi dell’alto Kashmir. E abitata da popolazione a maggioranza di etnia pashtoun. Due particolari dovrebbero far riflettere. Il primo è che a poca distanza dal luogo in cui aveva trovato rifugio Osama, c’è Tarbela: uno dei maggiori centri di addestramento per le truppe speciali pakistane. Il secondo è che, pochi chilometri dopo Abbottabad, la strada s’incunea fra gole profondissime e montagne impervie. Su una delle pareti di roccia che affiancano la strada c’è una scritta gigantesca in inglese: “Proud to be Muslim” (fiero di essere musulmano).

Il compound in cui si trovava Osama Bin Laden non era proprio una casa qualunque. Il complesso è grande otto volte di più delle case adiacenti, è circondato da un muro alto fino a 5 metri e mezzo su cui corre il filo spinato, con altri muri posti all’interno che separano le varie zone. Vi si accede tramite due ingressi principali presidiati dalla sicurezza. Per mantenere la “privacy” dei residenti, l’immondizia veniva bruciata all’interno invece di farla raccogliere. Poche le finestre verso l’esterno e balconi protetti da muri alti oltre 2 metri. La proprietà è valutata circa “un milione di dollari americani, ma stranamente non ci sono connessioni telefoniche o internet”, raccontano ancora i funzionari Usa.

Il raid Usa è avvenuto dopo un accurato controllo delle fonti d’informazione che davano Bin Laden presente in quel luogo ieri sera. A tradire lo sceicco del terrore sarebbe stata una fonte interna: un corriere avrebbe tradito lo sceicco del terrore informando le forze Usa. Gli 007 statunitensi erano sulle tracce dell’uomo, che abitava con un fratello: “Quando abbiamo visto il compound siamo rimasti esterrefatti”, spiegano i funzionari responsabili dell’operazione, insospettiti dal fatto che il corriere vivesse in un luogo del genere. L’uomo, di cui non sono state ancora fornite le generalità, viveva insieme al fratello ed altre persone che si presume fossero tutte imparentate con Osama: entrambi gli uomini sono rimasti uccisi nel blitz delle forze speciali americane.

Intanto, il comando di Al Qaeda sarà assunto da un gruppo scelto di leader, che erano già stati selezionati, e che si sono già riuniti presso Mir Ali, nelle regioni tribali del Pakistan al confine con l’Afghanistan: lo sostiene il sito del quotidiano thailandese in lingua inglese Asia Times, citando fonti del Nord Waziristan.

Secondo il giornale online, Al Qaida intende vendicarsi contro il Pakistan per aver consentito l’uccisione di Bin Laden e rompere “tutti gli accordi di cessate il fuoco con i militari pachistani”.

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2 Comments

  1. Complimenti sinceri alla Redazione.
    Non e’ facile trovare in questi momenti materiale informativo altrettanto interesante, e non solo sulla stampa italiana. Complimenti ancora, continuate su questa strada, gia’ da tempo la vostra!
    AT

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