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Ticino: droni in volo per difendere i confini dai clandestini

Un drone svizzero sul lago di Lugano
Un drone svizzero sul lago di Lugano

LUGANO, Svizzera — Non andranno tanto per il sottile gli svizzeri per difendere i loro confini dagli immigrati in arrivo dal Nordafrica. Per sorvegliare la frontiera metteranno in campo persino un drone dell’esercito “armato” di telecamere.

La polizia di frontiera ticinese è già in allarme. Negli ultimi giorni sono stati registrati un numero crescente di tentativi di passaggio del confine da parte dei tunisini arrivati a Lampedusa e fuggiti dai campi allestiti in Puglia. In tre giorni a Chiasso sono stati fermati 45 clandestini. Altri quattro passatori sono stati fermati dalla Polcantonale: dietro compenso avrebbero indicato agli africani i passaggi utilizzati un tempo dai contrabbandieri.

Oggi Berna ha concesso al canton Ticino un aumento di guardie di confine. Una decina di uomini arriveranno nelle prossime ore per supportare i colleghi già schierati e altri dieci giungeranno a Sud delle Alpi nei prossimi giorni. Questi 20 si aggiungono ai 12 rinforzi già in servizio da settimana scorsa.

Inoltre per sorvegliare la frontiera con la Lombardia sarà utilizzato un drone dell’esercito svizzero. Il piccolo aereo senza pilota sarà impiegato soprattutto durante le ore notturne, con l’obiettivo di individuare persone sospette e impedire l’immigrazione clandestina. Manco a dirlo, i clandestini trovati in territorio elvetico verranno rispediti in Italia.

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