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Rane alpine, un amplesso lungo un letargo

Rane in accoppiamento (Photo Cyril Ruoso - National Geographic)
Rane in accoppiamento (Photo Cyril Ruoso - National Geographic)

BERGAMO — L’accoppiamento delle rane di montagna può durare anche tutto un letargo. Se la copulazione infatti comincia poco prima del lungo sonno, le rane rimangono abbracciate fino al risveglio, ovvero nella posizione dell’amplesso tipica della loro specie. Ecco alcune straordinarie immagini scattate dal fotografo Cyril Ruoso e pubblicate dalla rivista National Geographic.

La Rana alpina o Rana montana o Rana temporaria, è lunga al massimo 10 centimetri, è marrone, con tonalità variabili dal verde oliva al rossiccio e presenta spesso una V rovesciata di colore scuro tra le spalle. Si è adattata nel tempo a una grande varietà di condizioni climatiche, tanto che è diffusa in tutta Europa ad est fino agli Urali escluse le massime latitudini settentrionali, gran parte della Penisola Iberica, il sud dell’Italia e il sud dei Balcani.

Le rane spesso cominciano a cercare il partner ancora sott’acqua, prima che la superficie del ghiaccio si sia sciolta. Il fotografo Cyril Ruoso, come riportato dalla rivistal National Geographic, assicura di aver udito il richiamo amoroso degli esemplari maschi in primavera anche al di sotto dello strato di ghiaccio degli stagni alpini.

Gli scatti documentano anche le caratteristiche delle uova delle rane d’alta quota, che diversamente da quelle di pianura, possono essere anche 30 per cento più grandi, a vantaggio dei futuri girini.

 

Info e photo: http://www.nationalgeographic.it/

 

 

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