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Indonesia: erutta il Merapi, 32 morti e 50mila evacuati

L'eruzione del Merapi a Giava (Photo Reuters - Beawiharta)
L'eruzione del Merapi a Giava (Photo Reuters - Beawiharta)

GIACARTA, Giava — Sono almeno 32 le vittime e più di 50mila gli evacuati a causa dell’eruzione del vulcano Merapi, la montagna di 2968 metri dell’Isola di Giava. Il disastro si è verificato lo scorso 26 ottobre, a poche ore quindi di distanza dallo tsunami che si è abbattuto lunedì sulle isole Mentawi, sempre in Indonesia, che ha causato finora 311 morti e 379 dispersi.

Il monte Merapi è il più attivo dei circa 130 vulcani indonesiani ed è anche uno dei più pericolosi al mondo. La sua attività vulcanica si era intensificata a partire dalla settimana scorsa: secondo quanto riferiscono alcune fonti internazionali, già lunedì le autorità avevano innalzato al massimo il livello di allerta.

Oggi, 28 ottobre, si sono tenuti i funerali delle vittime del vulcano. Secondo quanto riferiscono le agenzie, 20 delle 32 vittime sono state sepolte in una fossa comune nel centro di Giava, mentre per le altre sono stati celebrate cerimonie private. Il più importante vulcanologo indonesiano, Surono, avrebbe dichiarato che il Merapi è per il momento “abbastanza calmo”. “Non ci sono segnali di un’altra imminente eruzione – avrebbe detto – ma non posso garantire nulla e non sappiamo se si tratti solo di una pausa temporanea. Ho consigliato alle autorità di proseguire le evacuazioni. C’è ancora il livello di massima allerta”.

Il vulcano avrebbe fatto anche una vittima illustre, il cui nome sta facendo il giro della stampa internazionale. Tra le vittime ci sarebbe, infatti, anche un venerato anziano conosciuto come “Nonno Marijan”, custode del vulcano, incaricato dal sultano di Giacarta di vegliare sulla sacra ”Montagna di Fuoco” e placare il suo spirito. L’anziano, 83 anni, avrebbe rifiutato di lasciare la propria casa sulle pendici del monte, dove sarebbe stato ritrovato morto.

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