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Alpinismo, Alta quota, Primo Piano

Lhotse: si tenta l'impossibile sulla Sud e sulla normale

Jordi Corominas
Jordi Corominas (Photo Sebastian Alvaro courtesy Explorersweb.com)

KATHMANDU, Nepal — Fiato sospeso, sul Lhotse, per due audaci tentativi di vetta partiti con condizioni meteo instabili. Il primo, dalla via normale, è di Marty Schmidt che è partito da solo per raggiungere la cima. Il secondo è sulla leggendaria parete sud, dove due spagnoli – Jordi Tosas e Jordi Corominas – vogliono addirittura aprire una variante in stile alpino che collega la via russa con quella di Jerzy Kukuzcka.

Schmidt, partito diversi giorni fa per la salita, avrebbe dovuto tentare la cima ieri, visto che da oggi sono previste raffiche di vento in aumento e maltempo in arrivo. Ma la sua salita è ritardata dalla neve. Ieri ha bivaccato sopra la Western Cwm e oggi avrebbe proseguito in base alle condizioni.

“Tutte le corde sono sepolte – racconta l’alpinista – e le condizioni non sono le migliori. Oggi ci sono state anche alcune valanghe. Sto lasciando assestare la neve, prima di proseguire, perchè la sicurezza è la prima cosa. Poi valuterò se ne varrà la pena”.

Sulla sud, invece, gli spagnoli Corominas e Tosas hanno detto che sarebbero partiti stamattina ma che avrebbero deciso il da farsi durante la salita. La montagna, infatti, è molto carica di neve sulla parte alta e nei prossimi giorni le previsioni non fanno ben sperare.

I due sono arrivati qui con Sebastian Alvaro, ex-direttore del noto programma tv “Al Filo de lo Imposible”, che li ha filmati mentre scalavano il Lhotse Sahr e poi durante l’acclimatamento, fino a 6.200 metri, condotto sulla sud del Lhotse.

I loro nomi sono perlopiù sconosciuti al grande pubblico, perchè Corominas e Tosas non amano l’attenzione dei media sulle loro scalate. Ma in Spagna, sono molto rispettati. Qualcuno ricorderà il soprannome “pirati del K2” che qualcuno gli aveva dato quando, nel 2004, avevano compiuto la prima ripetizione della Magic Line al K2 portando Corominas in vetta.

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1 Comment

  1. Perdonate l’ignoranza in tema “ottomila”: ma quanto tempo ci vuole a quelle quote perchè si assesti il manto dopo una nevicata?
    Si trasforma solo per pressione meccanica (vento.ecc), visto che con le basse temperature non dovrebbero esserci fenomeni di fusione superficiale?
    Grazie

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