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Tamara Lunger: dopo l'incidente di Nones ho perso la gioia di scalare

Tamara Lunger
Tamara Lunger (Photo courtesy http://tamaralunger.blogspot.com)

KATHMANDU, Nepal — “Quello che è successo il 3 ottobre mi ha cambiata. Pensavo di scalare la cima per Walter, ma l’incidente mi ha rubato anche la voglia e la gioia di scalare questa montagna”. Con queste parole Tamara Lunger comunica, dopo un lungo silenzio, la decisione di rientrare a casa. La travagliata spedizione al Cho Oyu, che l’ha vista collaborare al recupero del corpo di Walter Nones e tentare più volte la cima senza successo, si conclude oggi.

La Lunger ha tentato si salire in vetta all’ottomila tibetano il 2 ottobre, ma è tornata indietro per il freddo. Voleva riprovarci due giorni dopo, ma nel frattempo Manuel Nocker l’ha avvertita dell’incidente di Nones, e lei ha abbandonato i progetti di cima per aiutare a recuperare il corpo.

“Quel 3 ottobre mi ha cambiato molto – scrive la Lunger sul suo sito -. Pochi giorni prima festeggiavamo con Walter, e adesso…Il luogo dell’incidente era a circa 6400 metri di quota. E’ stato davvero terribile. Abbiamo provato di caricarlo al miglior modo per il trasporto. L’abbiamo calato di 100 metri per poi portarlo alla fine del ghiacciaio, dove lo abbiamo lasciato agli sherpa, che lo hanno portato allo campo base avanzato. Abbiamo smontato campo 1 e siamo scesi”.

“I ragazzi sono partiti il giorno dopo verso il campo base cinese – continua l’alpinista altoatesina – e io gli ho dato naturalmente il mio telefono satellitare, perché il loro era rotto. Gliel’ho dato anche se era l’unica possibilità di comunicare con i miei o scrivere qualcosa al mio blog. Ma non mi importava in quel momento. Poi ho visto passare anche i Sherpa con il corpo di Walter, e tutta la tristezza mi veniva in mente di nuovo e tanto più intensa. Ho pianto tutto il giorno”.

Sono seguiti giorni duri, tra la tristezza e l’indecisione se proseguire la spedizione o meno. “Ho pensato di andare in cima per Walter – dice la Lunger – ma quello che è successo mi ha rubato la voglia e la gioia di scalare questa montagna. Volevo andare ancora allo Shisha, ma poi ho rinunciato perchè lì non c’era più nessuno, perché il tempo e le condizioni erano brutte. Ho provato a concentrarmi di nuovo sul Cho Oyu, ma il mio amico Jacob dalla Danimarca è arrivato in cima con qualche congelamento ai piedi e un altro amico dell’Ecuador ha avuto problemi con la quota. Mi venivano tanti dubbi”.

La Lunger ha provato a salire il 12 ottobre con Santiago Quintero, ma per il freddo e la mancanza di motivazione, ha rinunciato ed è tornata indietro. La spedizione è finita lì.

“Mi sento così vuota – scrive la Lunger sul suo sito -. Non vedo l’ora di riempirmi con i colori forti che mi aspettano a casa. Ma allo stesso tempo mi viene già voglia di fare la prossima spedizione. Quando ieri mi è arrivato il messaggio die Florian Riegler:“Ciao Tami, quando sei a casa dobbiamo parlare dalla nostra prossima spedizione!” mi è tornato il sorriso”.

Per il racconto completo di Tamara Lunger: http://tamaralunger.blogspot.com/

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