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Nones prossimo al rientro. E la famiglia Unterkircher apre un conto di solidarietà

walter nones e karl unterkircher dopo la vetta del K2, anno 2004
Walter Nones e Karl Unterkircher dopo la vetta del K2, nel 2004

SELVA DI VAL GARDENA, Bolzano — La salma di Walter Nones è uscita dal Tibet e si trova ora a Kathmandu, capitale nepalese. Lo ha annunciato la moglie Manuela sul sito dell’alpinista, comunicando che il funerale avverrà al suo rientro in Italia. Nel frattempo, tutta Selva di Val Gardena si stringe attorno alla moglie e ai figli di Nones: in prima linea, la famiglia dell’amico Karl Unterkircher, che ha aperto un conto di solidarietà in loro favore.

“Walter si trova ora a Kathmandu – scrive la moglie sul sito di Nones -. Quando sarà rientrato in Italia potrò comunicarvi la data del funerale. Nel frattempo, vi informo che lunedì 11 ottobre alle ore 20 nella chiesa di Selva Gardena si svolgerà una veglia per Walter. Sia lì che nella chiesa di Sover, provincia di Trento, abbiamo messo una sua immagine, per chi desiderasse dire una preghiera o andare a dirgli semplicemente ciao. Una sua foto c’è anche al cimitero di Selva nella cappella dedicata ai caduti della montagna, vicino al suo amico Karl Unterkircher”.

La famiglia e gli amici di Unterkircher, vittima due anni fa dello stesso tragico destino sul Nanga Parbat, ha voluto essere vicino alla famiglia di Nones, oltre che con l’amicizia, anche con un conto di solidarietà aperto in favore di Manuela e dei piccoli Patrick di sei anni ed Erick di tre.

“Nessun uomo è una montagna sola, intera per se stessa; ogni uomo fa parte della montagna e della Terra intera – scrivono Silke, Peter Unterkircher ed Herbert Mussner sul sito di Unterkircher -. Ricordando queste parole abbiamo aperto un apposito conto corrente bancario presso la Cassa Raiffeisen Selva denominato “solidarietà per Manuela, Patric e Erik Nones”, che abbracciamo forte con tutto il nostro affetto. Auguriamo loro tanto coraggio”.

Per contribuire al conto di solidarietà vedi http://www.karlunterkircher.com
Info courtesy http://www.walternones.it

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3 Comments

  1. Mi domando di quali fondi di solidarietà può disporre la famiglia di chi muore negli incidenti sul lavoro pagato 800 euro e senza avere le patacche degli sponsor sul giubbotto da mettere in evidenza.Di quelle morti nessuno si occupa,si rischia la vita ogni giorno non per un record,ma per cercare di tirar sù una famiglia.Ilbravo Alpinista Nones oltre che imprudente ha anche lasciato la famiglia in precarie situazioni economiche?Spero proprio di nò.Personalmente mi fanno un pò compassione gli Alpinisti che scalano montagne ricoperti di marchi pubblicitari di sponsor che nulla hanno a che fare con la montagna.

  2. Caro Luigi,

    non so chi tu sia ma mi offende profondamente il Tuo messaggio hai perso un’occasione per tacere e le Tue parole non sono di conforto a nessuno e comunque non ha capito nulla!!!

  3. 1. Gentile signor Luigi, non capisco la sua retorica. Ne traggo, che lei prova un forte sentimento di disprezzo per quelle persone cha amano le proprie passioni, ne fanno un lavoro e realizzano ciò che serve per far vivere la propria famiglia. Le faccio conoscere la “guida alpina”, che si specializza, si qualifica investe nella sua professione e immagine come un’azienda. Come tanti lavori più o meno logoranti ci sono lavori più o meno rischiosi. Sta di fatto che svolge il suo lavoro in un ambiente unico, la montagna. La montagna accomuna, unisce le sue genti in momenti di gioia e di dolore. Queste persone si conoscono e sono solidali tra loro. Anche questo vuol dire vivere in montagna. La solidarietà alpina, interviene spontaneamente in questi casi senza porsi troppi quesiti come fa lei. A mè le sue considerazioni sembrano mediocri giustificazioni per non fare. Io penso che lei la montagna la vede solo in tv e in internet. Sfoga le sue sofferenze interiori scrivendo ciò che non ha mai conosciuto o provato. Non ho nessun riflessione favorevole al suo commento.

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