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Alpinismo

Nives Meroi: quando il fine giustifica i mezzi

Primo piano dell'alpinista Nives Meroi
Nives Meroi

TARVISIO, Udine — “Abbiamo la prima donna che ha salito tutti i 14 ottomila e con lei si vede qual è stata l’evoluzione dell’alpinismo: al giorno d’oggi si è concentrati esclusivamente sul risultato, senza più tenere conto dell’essenza stessa della scalata. Delle due ha vinto la più brava a organizzarsi, visto che concorrevano a parità di stile”. Queste le parole di Nives Meroi in merito alla vittoria da parte della coreana della corsa femminile agli 8000 del mondo. Schietta e diretta, l’alpinista tarvisiana ci ha detto la sua sulla faccenda che la riguarda da vicino.

Miss Oh regina degli ottomila. Nives, un tuo commento?
Abbiamo la prima donna che ha salito tutti i 14 ottomila e con lei si vede quale è stata l’evoluzione dell’alpinismo: al giorno d’oggi si è concentrati esclusivamente sul risultato, senza più tenere conto dell’essenza stessa dell’alpinismo, dei valori di una volta che contavano anche ai tempi della corsa maschile. Semplicemente delle due ha vinto la più brava a organizzarsi, visto che concorrevano a parità di stile.

Edurne Pasaban ha sollevato dubbi sul fatto che Miss Oh sia effettivamente arrivata in vetta al Kanchenjunga. Tu cosa ne pensi?
L’alpinismo non è una competizione, non ci sono giudici di gara, quindi bisogna che faccia fede la parola dell’alpinista. Bisonga credergli, perchè altrimenti tutti dovrebbero presentare la “certificazione” delle salite.

Quindi che conquista sarà quella della prima donna che salirà sui 14 ottomila senza ossigeno?
Ma non si tratta solo di questo, non è la sola questione che fa la differenza. Oltre al discorso dell’ossigeno – che si usi in salita o in discesa fa lo stesso – si tratta di tutto l’approccio. L’utilizzo di portatori d’alta quota o di grosse squadre di alpinisti che pianificano e accompagnano la salita. Il punto quindi è tutto qui, il ritorno al nocciolo dell’alpinismo, che vuol dire avere il coraggio di affrontare una salita con le proprie gambe, le proprie forze e quindi avere anche di rinunciare.

E per quel che riguarda il tuo d’alpinismo, quando tornerai sugli ottomila?
Noi abbiamo accantonato momentaneamente l’alpinismo perché ci stiamo concentrando sulla malattia di Romano e quindi ovviamente ho deciso di stare vicino a lui. Una scelta naturale. Appena Romano si rimette in forma riusciremo a ripartire.

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