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Film

La sfida di Siegrist e Papert

immagine generica

Arwa Tower. Una splendida fiamma di granito, neve e ghiaccio di oltre 6mila metri situata nel Garhwal Himalaya, in India. E’ l’estate del 2007, due cordate affrontano la montagna: da un lato Stephan Siegrist, Thomas Senf e Denis Burdet, dall’altra Ines Papert e Anita Kolar. Le donne vogliono ripetere la via aperta nel 2002 che sale lungo la parete ovest. Gli uomini vogliono invece scalare l’inviolato versante nord. E’ qui che apriranno "Lightning Strike": il loro "colpo di fulmine".

Sono immagini davvero eccezionali quelle che regala "Lightning Strike". Non solo perchè mostrano al mondo una vetta bellissima e poco conosciuta, ma anche perchè guardando il film si viene catapultati direttamente con i protagonisti in parete. Il freddo, le perplessità, lo sconforto della rinuncia, l’esaltazione della vittoria. Le due cordate vivono due avventure diverse, seppure sulla stessa montagna, l’Arwa Tower.

Il viaggio di avvicinamento alla volta del massiccio è già una scoperta. I 5 alpinisti insieme ai portatori partono da Mana, nei pressi di Badrinath, e percorrono quella che è una meta di pellegrinaggio venerata dagli induisti più devoti, situata lungo uno degli affluenti del Gange. In tre giorni di cammino raggiungono il campo base dell’Arwa Tower, a 4.350 metri.

Il primo problema sorge appena arrivati, perchè Anita Kolar inizia ad accusare i sintomi di un edema polmonare. I suoi compagni di spedizione la trasportano di notte a quote più basse, e solo allora l’alpinista si riprende. Ci vogliono comunque alcuni giorni prima che si rimetta del tutto: Ines Papert aspetta con lei a Badrinath, mentre Stephan Siegrist, Thomas Senf e Denis Burdet tornano al base e iniziano a prepararsi per affrontare l’inviolata parete nord.

L’Arwa Tower infatti è una montagna ancora molto poco frequentata. Splendida fiamma di granito, neve e ghiaccio, è stata scalata per la prima volta nel 1999, e fino ad oggi è stata conquistata pochissime volte. La cordata femminile punta al pilastro ovest, per ripetere la via percorsa per la prima volta nel 2002 da alcuni alpinisti francesi. Hanno pochi giorni di tempo a disposizione prima del rientro. L’idea è quella di un’arrampicata in stile alpino, rapida e leggera, portando il minimo indispensabile e per la notte solo il sacco a pelo.

La via di salita individuata dagli uomini invece segue le fessure che si snodano lungo enormi tetti nella parte inferiore dell’imponente parete nord. Una linea che assomiglia ai segni lasciati da un fulmine. Per questo la chiameranno "Colpo di fulmine" – "Lightning Strike". In totale quasi mille metri inesplorati che daranno molto filo da torcere al trio.

Mentre le donne, dopo aver rinunciato a 200 metri dalla vetta per via delle condizioni meteo impossibili, hanno esaurito il tempo a disposizione e devono tornare a casa, gli uomini possono ritentare. In totale trascorrono 12 giorni in parete, di cui  7 di fila. E alla fine, il 7 giugno sono in cima. 

"La vetta. Punto focale di desideri – conclude Siegrist -. Momento di felicità. Per un attimo indimenticabile, il tempo si ferma. Ma cosa rappresentano felicità, tempo e successo? Il viaggio va ben al di là di qualsiasi vetta…".

Il film di Christoph Frutiger, Christine Kopp e Stephan Siegrist, ha ricevuto ad oggi due premi: il Best Climbing Film (Tbilisi, Georgia) e il Best Camera in Extreme Conditions (Mosca, Russia). Coloro che volessero averne una copia possono ordinarlo dall’Italia via e-mail, scrivendo a christine.kopp@tiscali.it (consegna per posta in contrassegno, 24 Euro tutto incluso), o dall’estero richiedendolo a Stephan Siegrist attraverso il suo sito, www.stephan-siegrist.ch.

Valentina d’Angella

  

 

 

                              

 

 

 

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