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Itinerari

L’Alta Via dell’Adamello (3)

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Continua il nostro viaggio tra i sentieri dell’Alta Via dell’Adamello. Un percorso che vi lascerà senza fiato per le sue bellezze naturali e i panorami suggestivi. Oggi vediamo le ultime due tappe: dal Rifugio Gnutti al Tonolini e da quest’ultimo al Garibaldi al Venerocolo. La prima è la più corta, mentre la seconda è la più lunga ma anche la più spettacolare per la vista che si gode sulle pareti granitiche dell’Adamello.

La prima tappa che dal Rifugio Gnutti porta al Tonolini è di media difficoltà, ma in compenso è la più breve di tutta la Via dell’Adamello con solo 1 ora e 45 minuti.

Iniziate il percorso oltrepassando un ponte e girando a sinistra proseguite lungo un sentiero ai piedi del versante Sud del Corno del Cristallo. Durante l’escursione ci sarà da meravigliarsi se all’improvviso capiterà di vedere uno stambecco o altri animali tipici dell’ambiente montano.

Salite lungo il sentiero in vista delle baite della malga Miller. Prosegiute a mezzacosta verso le bastionate meridionali del corno del Lago, da dove si scende leggermente immergendosi in un bosco di ontano verde. Il caratteristico Passo del Gatto si raggiunge su cenge esposte, dopo una serie di saliscendi strapiombanti e oltrepassando anche un canalone roccioso.

Dodopodiché il sentiero prende a salire leggermente, su pascolo sassoso al lago Baitone e al Rifugio omonimo di un bel color ocra. Costeggiate la sponda orografica sinistra del lago, avanzando in salita su un semplice sentiero. Poi attraversando un pascolo sassoso si arriva a rimontare un ripido pendio erboso e un dosso di lastre granitiche che precede di pochi metri il Rifugio Tonolini situato nei pressi del lago Rotondo.

L’ultima tappa, che dal Tonolini porta al Rifugio Garibaldi al Venerocolo. E’ anch’essa di media dificoltà e ha una durata di 5 ore e 15 minuti. Non presenta difficoltà particolari se non nel superamento del Passo del Premassone con corde metalliche e lungo l’impervio canale della Bocchetta del Pantano.

Lasciate alle spalle il Rifugio Tonolini e su terreno caratterizzato da grossi massi, tenendo la destra costeggiate il lago Rotondo. Oltrepassate l’emissario del lago Bianco e entrate in un vallone. Su un percorso molto ripido l’itinerario sale al Passo Premassone (2923 m), punto più alto in assoluto del percorso e notevole per il panorama: laghi e ghiacciai dell’Avio, il lago di Pantano e la parete Nord dell’Adamello. Il passo, infatti è collocato sullo spartiacque tra la conca del Baitone e la Valle dell’Avio, nota soprattutto per i suoi cinque laghi artificiali. 

Si prosegue su dei ruderi in discesa lungo il sentiero, ma fate molta attenzione perchè presenta anche una parte più impegnativa, da superare con l’ausilio di funi metalliche. Subito dopo scendete alla diga del Lago Pantano e intraprendete la strada bianca situata alla sua sinistra fino ad arrivare allo sbarramento che contiene le acque. A questo punto percorrendo la diga si arriva alla casa del guardiano.

Ricominciate subito a risalire, superando un altro tratto ripido ed esposto, che porta alla Bocchetta del Pantano o Passo del Lunedì. Il posto è stato chiamato così dagli operai a servizio degli impianti idroelettrici dell’Enel a cavallo di un costone che si stacca dalla cima più alta dell’Adamello, che troneggia a sud-est.

Da qui scendete gradualmente verso il rifugio Garibaldi sulle rive del Lago Venerocolo, il più alto dei laghi artificiali dell’Adamello, ma anche il più suggestivo per il panorma che offre.

Qui si conclude l’itinerario che si snoda lungo l’ Alta Via dell’Adamello. In soli 6 giorni scoprirete e conoscerete le sontuose montagne lombarde, tra suggestivi panorami e bellezze naturalistiche e storiche.

 

Emanuela Brindisi

Foto courtesy of Ernotrekking

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