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Medicina d'alta quota

Insetti in montagna: che fare?

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Mosche, zanzare e tafani. Fastidiosi e purtroppo fedeli accompagnatori di passeggiate ed escursioni anche in montagna. Prevenirli, però, è possibile. Così come trovare metodi efficaci per alleviare il prurito provocato dalle loro punture. Ecco qualche segreto su come gestire queste situazioni.

In montagna, gli incontri più fastidiosi e più probabili sono quelli con i tafani, grosse mosche dalla forma allungata che vivono vicino a cavalli, mucche e grandi animali. Si nutrono del loro sangue e possono pungere anche l’uomo, provocando punture un po’ più grosse di quelle delle zanzare e molto fastidiose. Alcune volte, dal rigonfiamento, può spuntare anche qualche goccia di sangue.

 
Ma non ci sono solo i tafani a infastidire le nostre passeggiate. Spesso, sulle Alpi, i sentieri si snodano vicino a apicolture e campi fioriti. E’ possibile quindi che gli escursionisti vengano punti anche dalle api, vespe o calabroni, che però attaccano solitamente solo per autodifesa.

 
Qualche accorgimento, per prevenire l’attacco degli insetti esiste. Per esempio, bisogna cercare di evitare creme, profumi, alimenti e sostanze dolci che li attirano come il miele. Anche la crema solare fa parte di questa categoria, percui sarebbe meglio spalmarla a casa. E’ poi consigliabile vestire con colori tenui, per esempio di bianco: li respinge. Durante i picnic, è bene chiudere i rifiuti in un sacco di plastica e fare attenzione in particolare alla birra: le vespe ne sono ghiotte.

 
A volte, però, le punture non si riescono a evitare. Cosa fare, allora, per togliere il prurito? Il saggio rimedio della nonna di mettere la zona irritata a contatto con un cubetto di ghiaccio o sotto l’acqua fredda di una fontana o un ruscello è sempre il migliore, perchè le base temperature hanno un effetto anestetico. Se si ha modo e tempo, è possibile anche ricorrere a un antico unguento naturale, facile da preprare in casa e molto efficace. Si tratta di crema che contiene scorza di limone naturale, glicerina (si trova in farmacia) e olio essenziale di pino. Si conserva in frigo per un mese.

 
Se si viene morsi da un’ape, la prima cosa da fare è rimuovere il pungiglione che resterà incastrato nella pelle. E’ un’operazione semplice ma fondamentale per evitare infezioni, da condurre magari con una pinzetta disinfettata.
Ovviamente, questi suggerimenti valgono per le persone che non soffrono di allergia alle punture di insetto. Gli allergici, se punti, rischiano uno shock anafilattico e in alcuni casi addirittura la vita.

 
In questi casi è bene chiamare immediatamente i soccorsi. Sintomi di un’allergia possono essere gonfiori esagerati nella zona della puntura ma anche su labbra e gola, febbre, respiro difficoltoso e nausea. E’ opportuno consultare un medico anche se nei giorni successivi alla puntura, la piccola ferita continua a dare dolore o disturba il sonno.

 Sara Sottocornola

 

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