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Le montagne

Everest: emozioni in diretta web da 8000 metri

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LOBUCHE, Nepal — Questa notte, alle due, a Colle Sud il vento spirava a 50 chilometri orari e c’erano 24 gradi sottozero. Condizioni imossibili per un tentativo di vetta senza l’ausilio di ossigeno. Ma la voglia di cima, per Michele Enzio, era troppo forte. Ha provato a salire con tre sherpa, mentre Silvio Mondinelli e Marco Confortola aspettavano a campo 4. Ha dovuto rinunciare sull’anticima.

Riguarda i video passati in diretta
Guarda il filmato di Gnaro Mondinelli 
Guarda il filmato di Marco Confortola 

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Non è stato facile decidere, questa notte, a Colle Sud. Da una parte la vetta, irresistibile traguardo dell’avventura italiana di Share Everest. L’impegno di portare lassù la bandiera affidata dal Presidente Giorgio Napolitano alla spedizione. E quello di trasmettere in diretta, per la prima volta nella storia, i passi umani a 8.850 metri di quota.
 
Dall’altra, le furiose raffiche di vento che facevano tremare le pareti della tenda. La temperatura ostinatamente inferiore ai venti gradi sottozero. E l’impegno a salire questa montagna, sacra per le religioni locali, nel modo più leale possibile: senza l’aiuto dell’ossigeno supplementare.

Per Mondinelli, voce dell’esperienza, la situazione era chiara: condizioni troppo pericolose, impossibile raggiungere quella cima, più vicina ai 9.000 che agli 8.000 metri. Per Enzio, però, il "sogno ad occhi aperti" della montagna più alta del mondo era troppo vicino per rinunciare senza nemmeno provarci.

Frenetico il consulto nel cuore della notte. Coraggiosa la decisione di Enzio di provarci. Nobile quella del Gnaro nazionale: mandare in vetta l’amico, seguito da tre sherpa. E restare a Colle Sud, in attesa di notizie, e pronto a intervenire in caso di difficoltà.
 
Confortola, combattuto tra due fuochi, decide di tentare anche lui. Ma deve rinunciare per il freddo  e rientrare a campo 4. Lui l’Everest l’ha già salito, con l’ossigeno, nel 2004. Stavolta la salita doveva essere perfetta, ma le premesse non lo consentivano.

Alle 7 del mattino, ora nepalese, Enzio raggiunge l’anticima. Vede l’Hillary Step. La vetta è così vicina, eppure allo stesso tempo così lontana. Il vento continua a soffiare, le raffiche si fanno insopportabili. Enzio vorrebbe fare le riprese in diretta. Chiama il capospedizione Da Polenza, che segue tutto dalla Piramide. Ma le condizioni sono improponibili: insieme decidono che è meglio rientrare.
 
"La temperatura continuava a scendere – racconta Da Polenza – anche col sorgere del sole. Il vento la faceva abbassare. Stanotte sono saliti solo quelli che hanno usato l’ossigeno".
 
Nel frattempo a campo 4, arriva lo sherpa con la terza batteria di scorta della stazione meteorologica di Colle Sud. Mondinelli e Confortola escono, la recuperano, si preparano per ultimare l’installazione mentre attendono il rientro del compagno. Enzio è arrivato alle tende un’ora fa, per fortuna in buone condizioni.
 
Il gruppo è finalmente riunito, ma la discesa è ancora lunga e il freddo sempre più pungente. "Gli ultimi dati della stazione meteo – spiega Giampietro Verza dalla Piramide – indicano che adesso, al Colle Sud, ci sono 18,5 gradi sottozero con raffiche di vento a 19 metri al secondo. Significa che la temperatura percepita dagli alpinisti è di -35 gradi per l’effetto di raffreddamento del vento (wind chill)".  
Nonostante le difficoltà, gli alpinisti sono riusciti a mandarci le immagini in diretta dal Colle Sud, dove hanno completato i settaggi della stazione meteo di Colle Sud che ora è operativa al cento per cento.

"Dedico i buoni risultati di questa missione a un grande amico, Marco Forcatura – ha detto poco fa Agostino Da Polenza -. Marco era con me, Gnaro, Marco e Giampietro Verza all’Everest e al K2 nel 2004 – prosegue Da Polenza – ed era qui con noi l’anno scorso al Laboratorio Piramide".

Sara Sottocornola

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