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Miti e leggende

La vera storia di Babbo Natale

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Da noi è famoso come Babbo Natale, ma nel mondo si fa chiamre anche Santa Claus, Joulupukki, Kris Kringle, Died Maroz, e in molti altri nomi. In molti lo descrivono come un signore di rosso vestito, con la barba bianca, il pancione, e le guanciotte rosse. E fin qui niente di nuovo. Ma chi è davvero babbo natale? Dove nasce? Da dove arriva? Ecco la sua storia.

Gli sono state spedite milioni di letterine, ma a quale indirizzo? Bambini di tutto il mondo gli hanno affidato i loro desideri più grandi, fidandosi sulla parola però, perchè nessuno di loro l’ha mai visto. Gli hanno dedicato film, cartoline, costumi, addirittura spot pubblicitari e magliette. Il tutto a un perfetto sconosciuto. Chi è allora quest’uomo detentore di un così grande potere…chi è Babbo Natale?

Se interpellate un bambino vi dirà che è un signore col pancione, paffutello, con le gote rosee e una barba lunga lunga. Vi dirà che è tutto vestito di rosso, con i profili delle giacca di pelliccia bianca, perchè da dove viene lui (un posto imprecisato nel nord Europa, i più informati e grandicelli dicono in Lapponia) fa molto freddo. E poi si sa, di notte, la vigilia di Natale, in volo sulla slitta, è sempre meglio coprirsi.

Babbo Natale dunque, durante l’anno è impegnato nella sua fabbrichetta a fare i giocattoli, secondo le ordinazioni che gli arrivano direttamente con le letterine. Via posta, diciamo. Quindi il 24 sera esce di casa e porta i doni a tutti i bambini del mondo, se riesce, entrando nelle case attraverso i camini. Questo per i bambini, quelli più piccolini per lo meno.

Secondo fonti storiche invece, le cose starebbero diversamente. L’odierno Babbo Natale deriverebbe dal realmente esistito vescovo San Nicola di Mira della città di Myra (antica città dell’attuale Turchia). Si dice infatti, che il sacerdote fosse solito fare regali ai poveri.

La leggenda di San Nicola invece, è alla base della grande festa olandese di Sinterklaas (letteralemnte: "compleanno del Santo") che a sua volta, ha dato origine al mito ed al nome di Santa Claus nelle sue diverse varianti.

Il look di Babbo Natale però, sarebbe dovuto al personaggio russo di Nonno Gelo (Ded Moroz), anche lui portatore di regali ai bambini, vestito con una giacca rossa, stivali di pelliccia e con una lunga barba bianca.

Per quel che riguarda la sua cittadinanza, le versioni cambiano a seconda del paese. Negli Stati Uniti si sostiene che abiti al Polo Nord, che per l’occasione fa tutt’uno con l’Alaska, mentre in Canada il suo laboratorio è indicato nel nord del territorio. Per gli europei Babbo Natale sarebbe invece finlandese, per qulcuno del villaggio di Korvatunturi, in Lapponia. Altre tradizioni parlano di Dalecarlia, in Svezia, e della Groenlandia.

Le leggende di Babbo Natale insomma, sono tante e si perdono nella notte dei tempi. Antico e moderno, cristiano e pagano, si mescolano in un mix eterogeneo, così che è difficle oggi stabilire quale tradizione abbia avuto più peso delle altre. Strato su strato, la figura di quest’uomo rubicondo, è giunta ai giorni nostri, e non sembra proprio mostrare segni di cedimento.

I riti che lo accompagnano anzi, si moltiplicano, anche nella veste più commerciale. Negozi, marchi di prodotti, film, nessuno vuole rinunciare a rievocare il mito tanto amato. Addirittura in Canada è stato predisposto un apposito codice postale per le letterine: H0H 0H0, che al contrario suona come il famoso verso di Babbo Natale (ho ho ho!). Dal 1982 poi, oltre 13mila impiegati delle poste canadesi rispondono come volontari alle preghiere scritte dei bambini.

E se per qualcuno è solo un manichino che fa vendere di più, per altri diventa un’occasione per fare qualcosa di utile. Alcune associazioni di volontariato per l’infanzia per esempio, hanno deciso di vestire i panni di Santa Claus e di rispondere per lui alle missive provenienti dalle zone più povere o dagli ospedali pediatrici, e quando è possibile di rispondere concretamente alle richieste. Una bel modo insomma, per realizzare un bisogno e un desiderio.

 

Valentina d’Angella

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