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Film

Freddo al limite dell’umano

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Bloccati tra neve e ghiacci a più di ottomila metri, di notte. Il freddo perfora le tempie, si insidia dentro le ossa, congela il pensiero oltre che gli arti. Come resistere alla tortura? Più di tutto conta la volontà, parola di dottore. Uno che in quella situazione ci si è trovato davvero.

"L’Enigma del freddo" è il racconto di una storia vera e vissuta, ma anche un documentario. Parla con un linguaggio adatto ai profani, ma è apprezzato anche dagli specialistici. Si tratta di un episodio delle serie "Aux limites du corps" – "Ai confini del corpo", del gruppo Arte e della società di produzione ZED.  

Protagonista della vicenda è un dottore bloccato in Himalaya, in cima a una montagna per tutta una notte e a meno 35 gradi. La situazione è estrema. Tutto il suo sapere medico non basta a salvargli la vita. Perchè la partita vera si gioca a livello psicologico, e non solo fisico.

Cartesio è superato, mente e corpo non sono più due entità distinte. E allora il segreto in quelle circostanze è agire sul pensiero, per quanto si può, per quanto si riesce a rimanere lucidi. La medicina ancora non sa spiegarlo, ma la volontà è fondamentale per sopravvivere.

Questo il fulcro della riflessione del regista del film, il francese Nicolas Gabriel, presentato al Trento Film Festival di quest’anno. I protagonisti delle riprese sul freddo e sull’ipossia sono Emmanuel Cauchy, medico di pronto soccorso e François Bernard, guida di alta montagna.

E’ un documento interessante perchè analizza la situazione a 360 gradi. Dal punto di vista medico, spiega i sintomi e i trattamenti possibili in caso di congelamento o ipotermina gravi, Dal punto di vista umano racconta un’esperienza tanto intensa quanto devastante.

 

Valentina d’Angella

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