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Alpinismo

Tragedia del K2: i morti sono 11

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BERGAMO — Marco Confortola è a campo 1, con i portatori e l’alpinista americano. Domattina alle 6, inizieranno a scendere verso il campo avanzato, dove l’elicottero, tempo permettendo, salirà ad effettuare il recupero dell’alpinista valtellinese che, ormai è confermato, venerdì è salito in vetta al K2. Nel frattempo, al campo base della montagna si è fatto il triste conto di chi manca all’appello. “I morti sono 11, ormai non c’è più nessun disperso” ha confermato Roberto Manni al telefono con Agostino Da Polenza.

“Abbiamo parlato poco fa con il campo 1 – racconta Manni – hanno detto che domattina scenderanno al campo avanzato da soli, non hanno bisogno di altri sherpa. Devono partire presto, gli elicotteri dovrebbero arrivare qui intorno alle 8. Loro dovrebbero scendere in tre ore al massimo da campo 1” (leggi cosa ha detto Confortola pochi minuti dopo a Da Polenza).
 
Con l’arrivo di Confortola e compagni a campo 1, la tensione si è leggermente stemperata. Nel pomeriggio, ci sono stati momenti difficili soprattutto durante la discesa da campo 2: l’alpinista valtellinese e i compagni apparivano davvero esausti.
 
“A un certo punto mi sono arrabbiato – sbotta Manni – gli ho detto: Marco, accidenti, vuoi morire lì o vuoi tornare a casa? Scendi subito a campo 1, lì c’è da mangiare e da bere e l’ossigeno. Purtroppo l’arrivo degli elicotteri, più volte annunciato, non è stato possibile e anche lui si è ritrovato a dover continuare a scendere nonostante i problemi dovuti ai congelamenti. Per fortuna sta tenendo duro, adesso a campo 1 sembra stia piuttosto bene”.
 
“Non preoccuparti Roby – gli ha risposto Da Polenza –. Marco sa come funzionano queste cose, purtroppo prima era troppo alto e poi i temporali hanno bloccato il volo. Ma ora che l’abbiamo sentito siamo più tranquilli tutti, dai, domani mattina lo portiamo a casa. Ti ha detto se è andato in cima?”
 
“Sì, ci è andato – ha risposto Manni -. Me lo ha confermato anche Wilco Van Rooijen, il leader degli olandesi, che era lassù con lui e ha le foto. Marco ha portato in cima la bandiera”.
 
Confortola è l’ultimo dei sopravvissuti a dover ancora raggiungere il campo base. Nell’attesa che anche il suo gruppo si metta finalmente al sicuro, al base si sono dovute tirare le tristi somme della tragedia avvenuta nei giorni scorsi sulla parte sommitale della montagna.
 
“Purtroppo il consuntivo è di 11 morti – conferma Manni – non c’è più speranza di recuperare i dispersi. E’ terribile, perché ci conoscevamo tutti. Eravamo quasi una spedizione unica. Da 15 giorni si collaborava per tutto, abbiamo fatto il programma insieme. Eravamo una grande famiglia”.
 
Secondo le ultime notizie arrivate dalla spedizione americana di Nick Rice, gli undici morti sulla montagna sarebbero il serbo Diran, caduto dal Collo di Bottiglia durante la salita, e il pakistano Jehan Baig che è precipitato tentando di salvarlo. Morto anche il portatore Mehrban Karim, caduto durante la discesa dopo il decesso del francese Hugues D’Aubarede. La morte di quest’ultimo, confermata oggi, sarebbe avvenuta sul traverso, dopo la caduta del seracco. Nel crollo di neve sarebbero morti il norvegese Rolf Bae, tre coreani: Park  Kyeong hyo, Kim  Hyokyeong e Hwang  Dong Jin; e due nepalesi: Jumich Bhote e Pasang Bhote. L’irlandese Gerard McDonell è morto ieri sul collo di bottiglia. E’ rimasto bloccato lassù mentre tentava di aiutare le persone ferite a scendere.
 
I due alpinisti austriaci che fino a qualche ora fa erano ritenuti dispersi, sono riusciti ad arrivare al campo base.
 
Nel frattempo, dall’ospedale di Skardu, arrivano notizie preoccupanti sulla salute dei due olandesi Wilco Van Rooijen e Cas Van De Gevel. Secondo quanto riferito da Explorersweb, i medici avrebbero riscontrato congelamenti piuttosto gravi e uno dei due alpinisti rischierebbe un’amputazione.
 
Sara Sottocornola

Guarda il video: la telefonata

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