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Esteri

Wwf: l’orso girovago è ancora vivo

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BOLZANO — Tutti lo davano per morto. E chi sul suo territorio non lo voleva, già cantava le lodi dei cacciatori di frodo che – si credeva – l’avessero ucciso. Ma Bruno non si è lasciato catturare. Come un ospite offeso, l’orso girovago che sta mettendo in subbuglio mezza Europa, per giorni si è rifiutato di mangiare le pecore tedesche, per passare quatto quatto in territorio amico. Ora è al sicuro, in Austria – lo ha confermato il Wwf, che sarebbe sulle sue tracce.

"Una bellissima notizia – ha commentato il presidente del Wwf Italia, Fulco Pratesi – e un momento importante per il progetto Terra dell’orso che mira a prevenire i conflitti tra il plantigrado e gli allevatori".  Al progetto partecipano le sedi dell’associazione Wwf di Italia, Svizzera, Francia e Austria. Così, ora Bruno, in Austria, non dovrebbe correre rischi.

Da quando la diatriba tedesca tra i favorevoli e i contrari all’orso si era aperta, molte cose erano cambiate anche in Germania. L’orso si era dimostrato un importante attrazione turistica e anche i più diffidenti avevano cominciato ad apprezzare la popolarità data alle loro valli dalla visita dell’animale.

Ma i ripensamenti sono arrivati troppo tardi, quando ormai l’orso, scocciato, aveva deciso di andarsene. Ora passeggia tra il verde Tirolo austriaco, mentre le autorità italiane hanno già contattato quelle austriache per cercare di riportare il plantigrado in Italia.

 
Elisa Lonini
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