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Alpinismo

4KAlps, impresa a rischio

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MOREL, Svizzera — “Siamo molto in ritardo sulla tabella di marcia e se il meteo non si stabilizza, la riuscita della nostra impresa potrebbe essere seriamente compromessa". Sono le parole di rammarico di Michele Compagnoni, impegnato con Franz Nicolini nel tentativo di scalare tutti i quattromila delle Alpi in 80 giorni.

Le nevicate in quota stanno esasperando i due alpinisti, che dopo 39 giorni di spedizione, sono ancora a quota 25 quattromila scalati. Le eccezionali nevicate sulle Alpi di questa primavera hanno oltrepassato ormai da un pezzo ogni previsione.
 
Dal 17 maggio scorso, la neve si è accumulata strato dopo strato formando un manto instabile ad altissimo rischio valanghe che ha sbarrato il passo ai due alpinisti. La sosta forzata di Compagnoni e Nicolini è durata 9 lunghissimi giorni.
 
Solo venerdì 26 maggio i due alpinisti hanno potuto riprendere le scalate, concatenando in un solo giorno 3 cime oltre i quattromila metri: il Gross Grünhorn (4.044 metri), l’Hinter Fiescherhorn (4.025 metri) e il Gross Fiescherhorn (4.049 metri). Ma nemmeno stavolta la finestra di bel tempo è durata abbastanza da consentire il recupero del tempo perduto.
 
“Il giorno successivo doveva essere bel tempo – racconta Michele Compagnoni -. Invece quando ci siamo alzati, non si vedeva niente. Siamo saliti lo stesso, e il cielo si è aperto giusto in tempo per farci raggiungere la cima del Finsteraarhorn, che con i suoi 4.274 metri è la più alta del gruppo. Ma dopo due ore, si era già chiuso tutto, ed ha ripreso a nevicare in quota.”
 
Da allora, le precipitazioni non si sono più fermate. Sotto i 1800 metri piove ininterrottamente da oltre 36 ore, e per domani il limite della neve è previsto in abbassamento a 1300 metri. L’alta pressione che ha interessato l’Italia nei giorni scorsi, per la Svizzera – perseguitata da un fronte freddo proveniente da Nord – è solo un miraggio.
 
"Il gruppo dell’Oberland era diventato impraticabile– prosegue Compagnoni -, e siamo venuti via nonostante ci mancassero solo due cime per completare la zona. Ora siamo a Mörel, in Svizzera, e stiamo decidendo sul da farsi. Potremmo tornare a Zermatt o andare verso Ovest: un meteorologo ci ha detto che nella zona del Bianco le condizioni dovrebbero essere migliori. Ma la valutazione è ancora in corso.”
 
Per colpa di una primavera che ha dell’eccezionale in termini di neve e freddo, l’obiettivo di scalare gli 82 quattromila delle Alpi in 80 giorni sembra drammaticamente allontanarsi. Ma Compagnoni e Nicolini non demordono. “E’ ancora possibile – dichiarano -. Tutto sta nella stabilizzazione del meteo, che purtroppo, però, non si può comandare.”
 
Sara Sottocornola
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