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Alpinismo

Makalu, storia di un trionfo italiano

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MAKALU, Nepal — E’ stato un capolavoro da manuale. Ottenuto grazie a una volontà granitica e una tecnica perfetta. I due fortissimi alpinisti Mario Panzeri (nella foto) e Daniele Bernasconi – entrambi Ragni di Lecco – hanno raggiunto ieri l’agognata vetta del Makalu, 8.473 metri, senza l’ausilio di ossigeno. La cima della montagna era inviolata da ben due anni.

La scalata è stata interminabile e durissima. Sulla cima del "Grande nero" sono giunti anche il vicentino Mario Vielmo, a distanza di circa mezz’ora, e i trentini Angelo Giovanetti e Renzo Benedetti.
 
I cinque l’hanno raggiunta salendo dalla parete Nord Ovest della montagna. La scalata si è conclusa solo nel tardo pomeriggio. Bernasconi e Panzeri, gli apripista, sono giunti in cima alle 16 ora locale: la parete, ripida e carica di neve, era in condizioni terribili.
 
Mario Vielmo li ha seguiti portando con sé la fiaccola della pace di Torino 2006, sulla quale era inciso il messaggio di pace del Dalai Lama “auguro a tutti gli esseri senzienti di vivere una vita di felicità”. Con uno sforzo incredibile, è riuscito nell’obiettivo di portare su uno dei luoghi più alti del mondo il simbolo di fratellanza e amicizia delle Olimpiadi.
 
Ben quattro componenti del gruppo hanno rinunciato alla cima intorno agli 8.000 metri. Daniele Nardi, Davide Ferro, Andrea Zambaldi e Stefano Bertoli non se la sono sentita di proseguire il cammino, chi per problemi di salute, chi per il freddo o la quota, chi per crisi di fame.
 
Ma dopo due mesi di fatiche, sogni, paure, Panzeri, Bernasconi e Vielmo non potevano rinunciare. La "voglia" ha prevalso sulla fatica e, passo dopo passo, hanno raggiunto il loro obiettivo.
 
E alle 13 italiane di ieri, è arrivato il lieto annuncio sul cellulare della moglie di Mario Panzeri: "“Cima, cima, ti amo”. Poche – ma emozionanti – parole per comunicare un sogno che si realizza.
 
Alla gioia della vetta sono seguite ore di apprensione e spasmodica attesa di notizie. L’ora tarda, l’avvicinarsi della notte e le difficoltà tecniche della discesa hanno tenuto incollati a radio e cellulari sia i compagni di spedizione ai campi bassi, sia parenti, amici e appassionati che li seguivano da ogni parte del mondo.
 
Ma questa notte – anzi, era quasi mattina – Panzeri e compagni sono rientrati sani e salvi a campo 3, e finalmente le preoccupazioni hanno lasciato spazio alla gioia. Il loro cammino verso il base si concluderà oggi, dopo qualche ora di dovuto riposo.
 
Mario Panzeri, 41 anni, di Mandello del Lario (Lecco) è al settimo ottomila scalato senza ossigeno. Guida alpina e Ragno di Lecco, nelle spedizioni alpinistiche è ormai inseparabile dall’amico Daniele Bernasconi.
 
Bernasconi, 34 anni, di Bellano (Lecco) è stato definito dal Presidente dei Ragni di Lecco Alberto Pirovano l’alpinista più forte e completo del circondario, proprio per le abilità tecniche e fisiche espresse ad altissimi livelli in tutte le discipline alpinistiche (arrampicata sportiva, ghiaccio, roccia, alpinismo d’alta quota). E’ al suo secondo ottomila.
 
Mario Vielmo, 42 anni, leonicense, è anch’egli al settimo ottomila. E’ il leader della spedizione vicentina arrivata al Makalu qualche settimana dopo Panzeri e Bernasconi. 
 
 
Sara Sottocornola
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