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Alpinismo

Il lato amaro del sistema

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CAMPO BASE EVEREST, Nepal — Questa mattina era evidente che fosse quella giusta. Cielo terso e certamente l’elicottero che da tre giorni rinviava la salita al campo base dell’Everest per il recupero di un ragazzo italiano sarebbe arrivato a Lobuche.

Paolo era da tre giorni al campo base da solo con un telefono satellitare. I suoi compagni lo avevano lasciato lì, con la sua attrezzatura composta da  5 bidoni, senza sherpa o altri nepalesi del suo gruppo. Ieri Pasang è salito e con un cavallo lo ha portato a Lobuche, all’Ecolodge.
 
Ora è a Kathmandu. Prenderà il primo volo per casa. E spero proprio che qualche medico specialista in congelamenti – in Italia c’è ne sono  molti a cui più d’un alpinista deve qualche pezzo di dita – non sbotti chiedendo cosa si aspettava a farlo arrivare lì.
Forse non c’era altra scelta che piantarlo lì solo, in attesa del bel tempo e della speranza dal cielo rinnovata di giorno in giorno. O forse, visto che le condizioni meteo davano brutto stabile,  valeva la pena di portarlo subito un po’ più in basso, dove l’elicottero arriva più facilmente.
 
E’ così difficile scegliere, me ne rendo conto. In ogni caso, valeva la pena che qualcuno dei suoi "amici" stesse con lui. O no?
 
Mentre Pasang racconta questa storia di ordinario "himalaysmo", gli altri sherpa che sono lì ascoltano, scuotendo la testa , con disappunto e un pò di ironia.
 
Non mi sono sentito bene, lo confesso. E mi sono ricordato di tanti anni fa. Quando a Geverina a ebbi un incontro con Sergio Martini, Fausto De Stefani, Kurt Diemberger e altri di grande storia e fama. Insieme stilammo il decalogo delle spedizioni. Uno dei pricipali suggerimenti era che in caso di incidente  le spedizioni si fermassero per dare una mano, per portare in salvo l’infortunato.
 
In mare, il soccorso è un obbligo internazionale sancito da norme severe e rigorose. Sulle montagne, quella sufficienza che fa sentire gli alpinisti migliori, non riesce nemmeno a imporre le regole della propria morale umana. Altro che decaloghi!
 
AGOSTINO DA POLENZA
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