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Esteri

Kashmir, nessun accordo tra India e Pakistan

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NUOVA DELHI, India — Sono stati due giorni "caldi" quelli passati sul ghiacciaio del Siachen, all’estremo nord del confine indo-pachistano. L’incontro fra il ministro della Difesa indiano Pranab Mukherjee e la sua controparte pachistana avrebbe dovuto risolvere la contesa del Kashmir. Ma d’improvviso il "gelo" è calato sulle trattative e il negoziato si è di nuovo arenato.

Il Pakistan ha proposto il ritiro delle truppe di entrambe le nazioni dal ghiacciaio. Ma l’India non sembra disposta a farlo, perlomeno non prima del riconoscimento – da parte dell’avversario – delle attuali posizioni delle truppe indiane sulla montagna. 
L’India e il Pakistan hanno combattuto sul territorio kashmiro due guerre (1947-48 e 1965). Dal 1984 gli eserciti dei due Paesi si fronteggiano ad alta quota nell’area del ghiacciaio Siachen (5000 metri – 7500 metri). Un’infinita guerra di posizione con scontri d’artiglieria, bombardamenti delle posizioni e tentativi di fare arretrare l’esercito avversario.
 
Pesantissimo il numero dei morti sia da una parte che dall’altra. A fare decine di migliaia di vittime, più che i proiettili, sono stati il freddo e la poca esperienza in alta quota (i soldati devono combattere a quote comprese fra i 5000 e i 7000 metri), gli edemi polmonari, i congelamenti e le valanghe.
Nel 2003 i due Paesi avevano annunciato una tregua. Ma da allora i due eserciti continuano a fronteggiarsi.
 
(Nella foto: pattuglia pachistana in movimento a 6000 metri, Foto Iceberg Film)
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