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Boulder: Preti vince la sfida di Gandino

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GANDINO, Bergamo — Si è conclusa nei giorni scorsi la gara di Coppa Italia di arrampicata boulder a Gandino. Per il settore maschile vince Preti, davanti a Moroni e Giupponi. Nel femminile è Stefania De Grandi a trionfare, seguita da Morandi e Bariani. 

 
Lucas Preti della Fighter team-Vicenza, arriva primo fin dalle qualificazioni. In semifinale però, è secondo dietro a Gabriele Moroni( della B-Side-Torino). Ma nella finale di domenica vince proprio su Moroni, arrivato secondo. Il terzo gradino del podio spetta a Luca Giupponi della G.S. Fiamme gialle, che era partito male nelle qualificazioni di sabato piazzandosi al 10° posto. In semifinale guadagna ben sei posizioni giudicandosi il terzo posto che manterrà anche nella finale di domenica.
Nella gara femminile è primo posto per Stefania De Grandi della Plastic Rock Rovereto-Trento, che già in semifinale aveva dimostrato il suo valore conquistando il primato. Sara Morandi della Arco Climbing-Trento si aggiudica il secondo gradino del podio, nonostante una discreta prestazione in semifinale (quinto posto per lei). Infine è arrivata terza Irene Bariani (come Moronidella B-Side-Torino), nonostante il suo bel secondo posto nelle semifinali.
 
Oltre alla finale, gli spettatori hanno potuto gustarsi un’esibizione di "dry tooling". Il dry tooling(nella foto di repertorio) è una specialtità di arrampicata su ghiaccio che è nata circa 50 anni fa in Scozia, e si è diffusa come specialità intorno alla metà degli anni Novanta.
 
Si scala con piccozze e ramponi sulle pareti di roccia per arrivare alla parete di ghiaccio (quando non arriva fino  terra). Negli ultimi anni, questa pratica è stata introdotta nelle strutture artificiali, sostituendo il ghiaccio con prese di resina.
 
Le picozze usate sono molto simili a quelle che si usano sulle pareti di ghiaccio. Una di quetse è chiamata "monster" e prende il nome da un modello della Grivel dedicato a questa specialità.
 
Marco Chiodi
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