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Esteri

Nepal, i ribelli maoisti aprono al governo

 

KATHMANDU, Nepal — Tende al sereno il clima politico in Nepal. Dopo l’esautorazione del re – a cui ieri il parlamento ha tolto molte delle prerogative – si aprono spazi per il dialogo nel Paese himalayano. Secondo indiscrezioni provenienti dai corridoi del potere, i ribelli maoisti sarebbero pronti a intavolare una trattativa per entrare nel governo guidato dal premier Girja Prasad Koirala.

Ieri il parlamento nepalese ha approvato una risoluzione che riduce drasticamente i poteri del svorano. Il provvedimento è stata presentato dai sette partiti dell’alleanza nepalese, che l’aveva promesso sin dal giorno della riapertura del parlamento.
 
Con il documento, il re perde il controllo sull’esercito, perde l’immunità e il diritto di nomina del suo successore che ora passa nella mani del parlamento.
 
E’ solo un primo passo, hanno spiegato i sette partiti, verso la realizzazione di un’assemblea costituente che cambi l’assetto istituzionale del Nepal, per poi convocare nuove elezioni. Con la risoluzione, votata anche dai partiti contrari all’alleanza dei sette, il governo non è più "il governo di Sua Maestà", ma il "governo del Nepal" che diventa così uno stato laico, non più induista.
 
Lo svolta è stata salutata come "storica" dai giornali e dal popolo nepalese. Il riavvicinamento dei maoisti e la possibile entrata nel governo dei loro rappresentanti rappresenta un ulteriore passo in avanti sulla via della pacificazione nazionale. 
 
"La formazione del nuovo governo che avverrà in questi giorni sarà l’avvio di una nuova fase di stabilità e sviluppo per il Nepal – ha commentato Rajendra Prasad Pandey, membro del parlamento per il Partito Comunista nepalese e Ministro per lo sviluppo locale (un dicastero chiave per il Paese).  
 
"Siamo pronti a collaborare con i progetti stranieri che vogliono venire in aiuto al nostro Paese. Sono certo che l’amicizia che da molti anni mi lega ai ricercatori e agli alpinisti del Comitato Ev-K2-Cnr, agli alpinisti italiani che hanno contribuito alla costruzione dell’ospedale di Malekhu, e a molti esponenti politici italiani che ho incontrato a Roma e qui a Kathmandu e che apprezzano il nostro Paese, si rivelerà utile affincè l’Italia ci possa aiutare a rilanciare l’economia e lo sviluppo", ha conclusoi Prasad Pandey.
 
 
 
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