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Esteri

Scozia: risolto il mistero del pianoforte sulla montagna. Ma la scatola?

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GLASGOW, Scozia — Pazzie da taglialegna. Il mistero del pianoforte abbandonato in cima al Ben Nevis, la montagna più alta del Regno Unito, è stato risolto. Lo strumento (nella foto di Repubblica)  è stato portato lassù da Kenneth Campell, taglialegna in cerca di guinness, ben 35 anni fa. Ora però sorge una domanda: possibile che nessuno se ne sia mai accorto in questi anni? 

Sono 120mila le persone che ogni anno salgono sul Ben Nevis per un’escursione. Eppure non era mai giunta segnalazione alcuna ne del pianoforte e tantomeno della scatola di biscotti, datata 1986, piazzata lì sotto.
 
Certo è che Campell per trasportare lo strumento fin lassù impiegò tre tentativi. Partito una prima volta, l’uomo riuscì ad arrivare solo ad un terzo del cammino. Una seconda volta oltrepassò la metà del tragitto. La terza volta, finalmente, arrivò in vetta. E sfinito, con il suo pianoforte sulle spalle, lui, coriaceo e nerboruto, cantò sulla cima vittorioso “Scotland the brave”. Poi però, troppo stanco per riportare a valle lo strumento, decise di abbandonarlo.
Era il 1971 e Campbell aveva raggiunto tutti gli obiettivi prefissati. L’impresa finì sul Guinness Book of Records e i soldi raccolti furono devoluti al Fund for Cancer Research, il quale per riconoscenza lo nominò governatore a vita.

Poco tempo dopo, però, dopo fu accusato dagli ambientalisti di aver deturpato la montagna. E così riecco il boscaiolo, a un anno dalla sua impresa, tornare in cima ai 1344 metri del Ben Nevis, a orecchie basse, per raccogliere i pezzi lasciati in giro.

 
Purtroppo però del pianoforte non c’era più traccia. Forse perchè l’uomo aveva sbagliato strada. O forse perché neve, vento e tempeste lo avevano nascosto. O forse perché, recidivo, dopo la scalata, Kampbell era di nuovo troppo stanco.
 
Insomma, fu così che il piano rimase sulla montagna fino a due giorni fa. Fino al suo ritrovamento da parte di una squadra di ecologisti che stava ripulendo la cima. Ora peò il mistero rimane: chi ha lasciato la scatola di biscotti? E come è finita sotto il pianoforte se era ricoperto dalla neve?
Elisa Lonini
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